L'agroalimentare attenua la crisi in Romagna

L'agroalimentare attenua la crisi in Romagna

L'agroalimentare attenua la crisi in Romagna

I territori dell'Emilia-Romagna non sono stati interessati tutti allo stesso modo dalla crisi internazionale. Secondo le stime realizzate da Unioncamere il valore aggiunto nel 2009 calerà in tutte le province, con variazioni più consistenti a Modena e Reggio Emilia, a causa della forte vocazione manifatturiero-meccanica. A risentire meno della crisi globale è Parma, grazie alla forte incidenza della filiera agroalimentare, seguita dalle tre province della Romagna.

 

Il rapporto è stato realizzato da Unioncamere Emilia Romagna in collaborazione con Prometeia.

 

A fronte della minor dinamica del 2009, Modena e Reggio Emilia saranno le province che nel 2010 meglio delle altre agganceranno la ripresa, con un tasso di crescita del valore aggiunto rispettivamente dell'1,7% e dell'1,5%.

 

I dati previsionali trovano conferma nei dati congiunturali ad oggi disponibili. In forte calo le esportazioni, in crescita esponenziale la cassa integrazione guadagni, ancora una volta con forti differenziazioni territoriali.

 

La Cassa integrazione, ad esempio, è aumentata di 3,5 volte in un anno a Parma e di oltre 26 volte a Reggio Emilia. L'export si è ridotto dell'11 per cento a Piacenza e di oltre il 37 per cento a Ferrara. Stessa variabilità per la produzione delle imprese che fa registrare la contrazione più ridotta a Parma (-10,8 per cento) e quella più consistente a Reggio (-18,0 per cento).

 

Per sintetizzare - in prima approssimazione - come le diverse province siano state investite dalla crisi, è possibile utilizzare un indice sintetico elaborato dal Centro studi dell'Unioncamere Emilia-Romagna sulla base dei dati più aggiornati disponibili per la situazione economica locale.

La procedura di analisi seguita, in estrema sintesi, ha visto l'aggregazione (tramite tecniche di analisi statistica multivariata) dei dati più aggiornati disponibili relativi alla situazione economica delle province in tre macro indicatori: uno per la competitività delle imprese, uno per il mercato del lavoro ed uno per la situazione finanziaria (sofferenze bancarie, depositi e prestiti). Questi sono poi stati sintetizzati in un macro indicatore di quanto la crisi economica abbia impattato sui diversi territori della regione.

 

Dall'analisi dell'indicatore di sintesi è emerso che le province che hanno risentito in misura minore della crisi sono state Piacenza e Parma. In seconda posizione, si collocano le tre province della Romagna (Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini) seguite da Bologna e Ferrara. A risentire maggiormente della crisi sono state - come evidenziato dai dati elementari - invece Modena e Reggio Emilia.

 

La crisi ha interessato maggiormente le province di Modena e Reggio in termini di mercato del lavoro (CIG, unità di lavoro, domande di disoccupazione e liste di mobilità), situazione competitiva congiunturale delle imprese (variazione della produzione, dell'export e del valore aggiunto) ma anche per quel che riguarda gli indicatori relativi all'aspetto finanziario dell'economia (sofferenza bancarie, depositi e prestiti). All'opposto, Parma e Piacenza hanno meno risentito della crisi soprattutto da punto di vista degli indicatori relativi al mercato del lavoro. Le tre province romagnole mostrano una situazione intermedia per tutte e tre le tipologie di indicatori. Bologna registra una situazione simile a quella di Modena e Reggio Emilia (anche se di minor intensità) per quel che riguarda il mercato del lavoro, una situazione più simile alle province romagnole per quel che riguarda gli indicatori di competitività congiunturale delle imprese ed una situazione paragonabile a Parma e Piacenza per gli indicatori relativi alla situazione finanziaria. Ferrara mostra una situazione migliore della media regionale per quel in termini di indicatori relativi al mercato del lavoro e alla situazione finanziaria ed una situazione simile a quella di Modena e Reggio per quel che concerne gli indicatori congiunturali di competitività congiunturale delle imprese.

 

Su quanto appena descritto ha giocato un ruolo importante la diversa composizione settoriale dell'economia dei territori. Analizzando, infatti, l'impatto della crisi sui diversi settori (tramite gli indicatori della CIG e del commercio estero) è possibile notare come il settore maggiormente colpito in regione sia stato la meccanica, settore di vocazione di Modena e Reggio Emilia e di notevole presenza anche a Bologna.

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