L'Aquila, la protesta delle chiavi nel centro storico

L'Aquila, la protesta delle chiavi nel centro storico

L'Aquila, la protesta delle chiavi nel centro storico

I cittadini sono scesi ancora una volta in piazza a L'Aquila, varcando i limiti della zona rossa per sfilare nel cuore della città, off limits dopo il devastante terremoto del 6 aprile. In un clima di "rabbia ed esasperazione", ha detto il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, gli aquilani sono tornati a chiedere la riapertura del centro e lo sgombero delle macerie per potersi riappropriare della città. E lo hanno fatto appendendo simbolicamente le chiavi alle transenne del corso.

 

Secondo il sindaco, i cittadini hanno ragione a protestare: "Gli aquilani esprimono la loro rabbia e hanno ragione - ha detto -. C'è una preoccupazione crescente per i ritardi e nulla è stato fatto per affrontare il problema del lavoro". Il primo cittadino aquilano riconosce che la rimozione delle macerie è il problema principale: "Da soli non ce la possiamo fare, non è possibile smaltire 4 milioni di tonnellate di macerie come se fossero sacchetti di immondizie". "Neanche la Protezione civile è stata in grado di risolvere il problema, ma se non si rimuovono le macerie non è possibile la ricostruzione", ha chiosato.

 

Alla manifestazione era presente anche il presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane che ha appeso una chiave ai quattro cantoni, proprio sotto le finestre del Palazzo della Biblioteca, dove fino al 6 aprile si trovavano gli uffici della Presidenza della Provincia. ''Ho accolto l'appello dei cittadini a partecipare alla manifestazione per la ricostruzione del centro storico - ha detto -. E' stata una gioia poter percorrere di nuovo il cuore della citta', nonostante le ferite ancora aperte, che ci ricordano il dolore e la rabbia del tempo che passa''.

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