L'Emilia-Romagna invecchia un po' meno: aumentano i giovanissimi

L'Emilia-Romagna invecchia un po' meno: aumentano i giovanissimi

L'Emilia-Romagna invecchia un po' meno: aumentano i giovanissimi

L'Emilia Romagna invecchia meno. Gli ultimi dati attestano infatti, che la nostra regione sta attraversando una fase di ‘rinnovata dinamicità'. L'indice di vecchiaia diminuisce per effetto dell'aumento della popolazione giovanile, dovuta ai movimenti migratori: infatti la classe di età fra 0-14 anni, pari a 533.637 persone, rappresenta oggi il 12,6% della popolazione regionale totale, pari a 4.223.585 di persone, contro un peso di circa il 10% rilevato un decennio fa.

 

Aumenta, però, la popolazione anziana, che passa dal 21,45% del 1997 al 22,7%, pari a 961.323 persone nel 2007; un tre per cento in più rispetto alla media nazionale degli over 65 che è del 19,7%.

Questo trend si riflette sia sullo stile di vita e di relazione dei pensionati sia sull'organizzazione sociale ed economica del territorio.

Negli ultimi dieci anni è cambiato radicalmente il profilo dell'anziano il quale, nonostante l'età media si sia alzata, dichiara circa 20 anni di aspettative di vita. Servono dunque, punti fermi per gli anni a venire.

 

"Tra gli anziani - spiega Tina Felicani presidente regionale di CNA Pensionati dell'Emilia Romagna (54.417 associati) - cresce il bisogno di certezze per il futuro. Tre i problemi che creano le maggiori preoccupazioni : reddito, casa e non autosufficienza. Un buon 7% di pensionati lavora tuttora per necessità economica; il caro vita, infatti, penalizza pesantemente il reddito da pensione, che per il 73,1% è inferiore a quello percepito durante il periodo lavorativo e si attesta per il 27,8% sui 500 euro; per il 20% tra i 650 e gli 800 euro e per il 17% tra gli 800 e i 1000 euro. Se pensiamo che quasi il 64% dei nostri pensionati non dispone di altri redditi, si capisce bene perché in tanti svolgano ancora un'attività lavorativa".

 

C'è, dunque, una ridotta sicurezza economica e questo nonostante che quasi il 90% dei pensionati abbia acquistato durante l'attività lavorativa la casa dove vive.   Con i redditi di cui dispongono, infatti, fanno fatica a far fronte alle spese per manutenzione, imposte e costi per la messa in sicurezza delle abitazioni, attrezzandole in vista di una possibile riduzione della mobilità e dell'autosufficienza, che potrebbe determinarsi con l'avanzare dell'età. Secondo precise casistiche, il 30% degli anziani è a rischio di caduta nel corso dell'anno; percentuale questa che può essere ridotta della metà se si realizzano corretti interventi di adattamento domestico.

 

"Se è vero, infatti, che un numero crescente di persone con oltre 65 anni di età, sta assumendo comportamenti tesi a mantenersi in forma e a curare la propria salute, è altrettanto vero - come sottolinea la segretaria regionale di CNA Pensionati Beatrice Tragni - che pur in termini ancora limitati, sta aumentando il numero di persone non più totalmente autosufficienti, come risulta dall' aumento del numero di famiglie che utilizza aiuti a domicilio, soprattutto badanti e personale a ore. Proprio per supportare in modo efficace una nuova qualità della vita degli anziani, CNA Pensionati intende confrontarsi con Governo, Regione Emilia-Romagna e Amministrazioni locali su questi temi, per costruire insieme una prospettiva del vivere a misura di anziano, attraverso politiche socio-sanitarie, per la mobilità e per la casa, sempre più adeguate".

 

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Da qui alcune richieste precise, che nel corso dell'incontro promosso da CNA Pensionati dell'Emilia Romagna per domani a Modena presso la Fondazione Marco Biagi (ore 9.30), verranno presentate agli amministratori: l'istituzione di un paniere speciale per la rivalutazione annuale ed il recupero della svalutazione monetaria; la revisione dei meccanismi per l'applicazione dell'aumento dei minimi e l'estensione graduale della 14a. mensilità; l'esenzione del reddito della casa di abitazione per ottenere le diverse prestazioni previdenziali; l'approvazione della legge nazionale per la non autosufficienza; la parificazione degli assegni familiari tra pensionati da lavoro autonomo e pensionati da lavoro dipendente; l'esenzione dei pensionati con oltre 65 anni dal pagamento dell'ICI sulla casa di abitazione; la riduzione della tassa sui rifiuti in base all'ISEE.

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