L'Emilia-Romagna rilancia i 'dico' nella finanziaria regionale: scoppia la bufera

L'Emilia-Romagna rilancia i 'dico' nella finanziaria regionale: scoppia la bufera

L'Emilia-Romagna rilancia i 'dico' nella finanziaria regionale: scoppia la bufera

BOLOGNA - I Dico in salsa emiliano-romagnola provocano un'ondata di reazioni di segno opposto. Arriva, per esempio il plauso del segretario regionale del Pd, Stefano Bonaccini: "L'Emilia Romagna si conferma ancora una volta all'avanguardia nelle politiche sociali e sanitarie. E' nella nostra Regione che nascono quelle 'buone pratiche' che allineano il nostro Paese alle altre nazioni d'Europa". Saranno 400 mila le persone interessate alla proposta.

 

In base al progetto contenuto nella legge regionale, dunque "per centinaia di migliaia di cittadini la cui stragrande maggioranza e' composta da coppie giovani, non ci sara' piu' alcuna discriminazione nelle graduatorie per l'assistenza agli anziani, nell'accesso ai servizi sociali, ai nidi, alla sanita'".

 

   Di segno opposto il commento di Gianni Varani, consigliere regionale del Pdl, secondo cui si tratta di una proposta "squisitamente propagandistica ed elettorale. Non per questo meno grave negli effetti. Certamente segna su quali terreni ideologici vuole quindi giocare il prossimo neocandidato Errani. Vale a dire insegue le sirene laiciste, non certo il mondo cattolico ed i moderati".

 

Questo significa "che l'area cattolica di sinistra, stampella elettoralmente decisiva per il salvataggio della riserva 'rossa' emiliana, e' sempre piu' ininfluente o culturalmente ed ideologicamente oramai completamente assimilata o asservita". Varani promette battaglia: "Contestero' la scelta della Giunta in ogni sede e con ogni mezzo, anche perche' di dubbia sostenibilita' giuridica. Ci sara' poi da

valutare l'aspetto anche della nazionalita', perche' la norma regionale sembra penalizzare anche gli italiani e saltare ambiguamente e seriamente i problemi della cittadinanza. Altrettanto grave e' usare la finanziaria per questo blitz ideologico di fine mandato".

 

 Sostegno arriva, di contro, dal consigliere regionale del Pd Gianluca Borghi: "Con questo provvedimento contenuto nella finanziaria, che incidera' sulla vita reale delle persone, l'Emilia-Romagna guarda all'Europa dei diritti e delle liberta'. Auspico che la discussione e l'approvazione in Assemblea legislativa possano vedere la convergenza di tutte forze politiche: la nostra Regione contribuira' cosi', ancora una volta, a far avanzare il dibattito nazionale".

 

Via libera anche dalla Cgil regionale, secondo cui la proposta della Regione "rappresenta una scelta di giustizia e di civilta'". E "riconosce  i cambiamenti intervenuti nella realta' regionale". La Cgil spera in "iniziative analoghe da parte dei Comuni per le prestazioni di propria competenza". Non "e' tempo di contrapporre l'ideologia della famiglia tradizionale alle condizioni delle famiglie reali della nostra regione. Bisogna aiutarle tutte, con equita' ed equilibrio

 

Per il Prc parlano il segretario Nando Mainardi e il capogruppo in Regione, Leonardo Masella: "Un atto di civilta' e che valutiamo molto positivamente", dicono all'unisono. "Se passa questa proposta, e' fondamentale che poi la Regione svolga un'attenta attivita' di controllo sugli enti locali per verificare l'adeguamento dei regolamenti di accesso ai servizi".

 

   Non la pensa allo stesso modo Silvia Noe', capogruppo in Regione dell'Udc: "Se il precedente programma 'Una casa per le giovani coppie' dava un primo segnale di attacco diretto alla famiglia, oggi dalla Regione arriva il colpo che la affossa definitivamente. Pioniera in Italia, la proposta prevede, per ogni legge regionale, l'estensione dei benefici a chiunque conviva sotto lo stesso tetto, indipendentemente dai legami matrimoniali, richiamandosi al concetto di famiglia anagrafica".

Secondo Noe' "e' il momento di fare chiarezza: chi crede nella famiglia prenda posizione e lo dimostri con proposte, fatti e  voti che vadano in quella direzione".

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di tobia
    tobia

    Quoto Davide3 - Questo è solo un altro passo verso l'anarchia. Se non siete cattolici potete sposarvi in comune. - Come dice Davide3 queste sono persone fallite che invidiano gli altri e cercano di far sembrare normale la loro pietosa posizione.

  • Avatar anonimo di Davide3
    Davide3

    Questi del pdl sono dei bigotti incredibili: gente divorziata, gente che non va a messa se non quando ci sono le telecamere ecc.. insomma gente che, a ben guardare, non pratica come tutti gli altri. Cattolici di nome ma non di fatto. Però loro si sentono di poter bacchettare gli altri per la loro condotta morale, di richiamare ai valori fondanti che secondo loro sono cattolici.. ipocriti! Le famiglie stanno cambiando, con o senza l'appoggio della CEI, ci si può chiudere gli occhi oppure prendere atto del cambiamento che nella pratica è già avvenuto.

  • Avatar anonimo di Gim
    Gim

    Sono elettore di cdx e ritengo quella dei Dico una delle migliore proposte del governo Prodi. Mi auguro che la proposta regionale si realizzerà e che le contestazioni di Varani cadranno miseramente.

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