L'industria a Forlì-Cesena in lieve recupero. Occupazione ancora in crisi

L'industria a Forlì-Cesena in lieve recupero. Occupazione ancora in crisi

Il direttore di Confindustria, Alberto Zambianchi

L'industria nel territorio di Forlì-Cesena continua a recuperare in maniera discontinua. Sul fronte dell'occupazione i dati restano preoccupanti: pur a fronte di un calo sensibile della Cassa integrazione ordinaria (- 37%) nel periodo dicembre-gennaio 2010, si sono registrate ulteriori, massicce crescite, sia in quella straordinaria (+142%), che in quella "in deroga" (+ 209%). In sintesi. In sintesi la cassa integrazione totale ha continuato ad aumentare in modo cospicuo, ma minore, anche per tutto il 2010 (+ 65% rispetto al 2009).

 

I dati raccolti nel dicembre del 2010 confermano che, anche sul territorio provinciale, il comparto industriale "continua a recuperare", seppur in modo lento e non omogeneo, i volumi perduti fra il 2008 ed il 2009, sono questi i dati che contraddistinguono la rilevazione svolta da Confindustria Forlì-Cesena a consuntivo del 2° semestre 2010 ed in previsione dell'andamento del 1° semestre del 2011, con la collaborazione di 101 imprenditori del Forlivese (61) e del Cesenate (40). Le sopracitate crescite si sono fatte sentire positivamente sull'andamento della produzione (+ 6,2 % , dato assai più incoraggiante del - 14% registrato nel semestre precedente). "Questo non basta ancora per colmare i 30-40 punti persi tra il 2008 ed il 2009", sottolinea il direttore di Confindustria, Alberto Zambianchi.

 

Per quanto riguarda i dati relativi ai fatturati, si segnala la crescita di un buon +9,4%, crescita che si è riflessa positivamente anche sull'export (+14,8%) di media e con qualche picco di eccellenza, anche se non accenna a ridursi il gap che separa negativamente sia dall'Emilia-Romagna (+16,1%) sia dall'Italia nel suo complesso (+15,7%).

 

"Su tale scenario complessivo - spiega il presidente Giovanni Torri - impattano poi, in modo fortemente negativo, gli aumenti fatti registrare dai costi delle principali materie prime (come petrolio, rame, alluminio), spinti in alto anche dai "focolai di guerra" e dai violenti sommovimenti politici ed istituzionali, in atto nei Paesi del Nord Africa".

 

Nonostante la ripetizione dell'Accordo Confindustria / ABI, che ha rinnovato la moratoria per i mutui e nonostante le reiterate dichiarazioni di disponibilità, l'accesso al credito risulta sempre difficile per tantissime delle imprese del territorio, che sono penalizzate dai rating previsti dagli Accordi di Basilea2 e dai dati negativi dei bilanci del 2009 e del 2010.

 

Va infine ricordato che, risulta sempre preoccupante la situazione del Settore Edile, come evidenzia anche il maggiore ricorso alla C.I.G. che, nel periodo dicembre 2010 - gennaio 2011, ha fatto segnare un +83% per quella Ordinaria ed un + 142% per quella Straordinaria.

Questa considerazione merita ulteriori riflessioni, perché proprio il Settore Edile - come noto a tutti - condiziona moltissimi settori manifatturieri, posizionati "a monte" ed "a valle" di esso.

 

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