L'industria continua a soffrire: il Cesenate va peggio del Forlivese

L'industria continua a soffrire: il Cesenate va peggio del Forlivese

L'industria continua a soffrire: il Cesenate va peggio del Forlivese

FORLI' - I dati sull'andamento del primo semestre 2010 dell'industria confermano che sul territorio provinciale, il comparto industriale continua a soffrire, essendo ancora pochi i segnali positivi ed essendo ancora altalenante la situazione della congiuntura nazionale ed internazionale: sono questi i connotati che contraddistinguono la rilevazione svolta da Confindustria Forlì-Cesena, in previsione dell'andamento del 2° semestre del 2010, con la collaborazione di 103 imprenditori, 54 del Forlivese e 49 del Cesenate.

 

I dati sono stati presentati in conferenza stampa mercoledì mattina. Partendo dal quadro nazionale di riferimento, emerge che i trend del P.I.L. (+ 0,8 %) e dell'inflazione (+ 1,8 %) confermano le difficoltà del mercato interno, che continua ad essere contraddistinto da una domanda debole che, in questa tornata, si è fatta sentire in modo più accentuato fra le aziende del Cesenate. Su questo territorio, infatti, le percentuali delle segnalazioni di diminuzione sono risultate decisamente superiori (media del 28,2 %), rispetto a quelle provenienti dal Forlivese, dove i cali si sono fermati al 18,6 %.

 

Segnali positivi si riscontrano nel rallentamento della vertiginosa crescita del ricorso alla Cassa Integrazione: sommando l'andamento della Cassa Integrazione Ordinaria e della Straordinaria risulta un aumento del 53%, dopo picchi che, solamente 6 mesi fa, superavano i 500 punti percentuali. Scendendo nei dettagli ed analizzando i dati della locale sede INPS, nel 1° semestre del 2010, rispetto a quanto verificatosi nello stesso periodo del 2009, si evidenzia un incremento del 3,37 % per la Cassa Integrazione Ordinaria dell'industria (edilizia + 21,83 %) e del 2.455 % per la Cassa Integrazione Straordinaria dell'industria (numero che risulta di tali dimensioni, perché frutto di una crescita repentina ed abnorme).

 

In miglioramento, e quindi in linea con i trend, anche i dati relativi agli "ordini esteri", cresciuti in maniera similare (33% delle segnalazioni), sia nel Forlivese che nel Cesenate, mentre i dati riguardanti la "giacenza dei prodotti finiti" risultano caratterizzati dalla stazionarietà. Il quadro sopradescritto ha influito sull'occupazione, che è risultata ancora in calo (- 1,5 %), ma tale diminuzione è stata assai meno acuta di quella del semestre precedente (- 2,4%). Detto con parole ancor più semplici, il miglioramento registratosi non è stato tale da ribaltare, in termini positivi, le massicce negatività che avevano contraddistinto i 18 mesi precedenti, però è certo che c'è stato un piccolo miglioramento.

 

Pur non potendosi affermare che "la crisi è alle spalle", va comunque rilevato che c'è stato un effetto "rimbalzo". Andrà comunque verificato, nei prossimi mesi, se anche la nostra economia avrà un trend il cui andamento ricorda quello di una "W". Se, cioè, come si sta verificando negli Stati Uniti ed in Germania, si stanno susseguendo rapidamente, uno dietro l'altro, cicli negativi, contraddistinti da cadute repentine e cicli positivi, caratterizzati dal rialzo degli indici.

 

Per le previsioni relative al secondo semestre del corrente anno prevale la cautela, viene infatti sempre ritenuta assai difficile la situazione creditizia, perché, nonostante gli Accordi che hanno sancito moratorie per i mutui, e nonostante le reiterate dichiarazioni di disponibilità, l'accesso al credito risulta ancora problematico per molte imprese, penalizzate dai rating imposti dagli Accordi di Basilea2 e dai dati negativi dei bilanci del 2009 e del 2010. Sottolineiamo, anche in questa occasione, che la questione della disponibilità creditizia avrà, da oggi in avanti, sempre più importanza per il proseguimento dell'attività delle imprese in difficoltà.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di d_a_v_i_d_e
    d_a_v_i_d_e

    I casi sono due, o le imprese del forlivese sono più solide o quelle cesenati sono più effimere. E' proprio necessario fare questa distinzione su chi è più o meno bravo, o sono due provincie diverse?

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