La caduta del muro in Romagna, tra ricordi, emozioni e significati

La caduta del muro in Romagna, tra ricordi, emozioni e significati

La caduta del muro in Romagna, tra ricordi, emozioni e significati

E' una giornata di grandi celebrazioni, non solo a Berlino. Anche la Romagna ricorda i 20 anni dalla caduta del muro. Un evento che "ha imposto al mondo di cambiare", sottolinea il Sindaco di Cesena, Paolo Lucchi. Un accadimento che "deve fare capire ai giovani che cosa è stato il comunismo", afferma il consigliere regionale di An-Pdl, Luca Bartolini. L'allora Sindaco di Forlì, Giorgio Zanniboni ricorda, però, come il Partito Comunista "non si sia mai identificato con quel regime".

 

Insomma, ancora oggi, a questo storico passo, vengono attribuite diverse letture politiche. Certo è che "rispetto ad altri anniversari - spiega il Sindaco di Forlì, Roberto Balzani - nei quali l'elemento storico-politico internazionale si è stemperato, riguardo la caduta del muro siamo ancora in una fase di ricerca. C'è ancora molto da scavare, si tratta di qualcosa di più profondo della semplice caduta di un regime". "Eravamo tutti davanti alla tv a tifare", ricorda Lucchi.

 

Bartolini parla del comunismo, sottolineando come "la svolta della Bolognina in Italia, al contrario di quello che era accaduto in altre parti d'Europa, è avvenuta solo a muro crollato, diventando un passaggio quasi obbligato. Né da Bersani né da Errani ho mai sentito parlare di anticomunismo. In Emilia-Romagna molte leggi subiscono ancora un retaggio culturale radicato".

 

A distinguere tra la caduta del muro ed il fallimento del Partito Comunista è Zanniboni: "Nel 1989 si visse quell'evento sotto due diversi aspetti. Da una parte la dimostrazione che quel tipo di socialismo non reggeva dal punto di vista democratico ed economico e dall'altra l'apertura di nuove pagine verso la costruzione di un'Europa come forza operativa a livello mondiale. Oggi purtroppo questo non è ancora avvenuto a fronte di passi in avanti limitati. Furono grandi le discussioni politiche: era, a mio parere, una forzatura associare la caduta del muro al fallimento del Pc. La linea disegnata da Togliatti aveva, infatti, come capisaldi libertà e democrazia".

 

La caduta del muro portò ad una "partecipazione dei cittadini alla politica - ricorda Lucchi - ancora oggi ce ne sarebbe bisogno, anche se non c'è un altro muro da far cadere". Comunque una "conquista per l'umanità - sottolinea il deputato di Lega Nord Romagna, Gianluca Pini - con una enorme valenza culturale da non coinvolgere nel dibattito politico".

 

"A vent'anni dal crollo del muro di Berlino - annuncia il Sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci - intitoleremo una piazza della città ‘Piazza della Libertà'. Vi dovrà essere un chiaro richiamo alla data del 9 novembre 1989, al crollo del muro di Berlino e dei regimi comunisti. Ricordare l'anniversario della caduta del Muro di Berlino significa ricordare quei momenti e anche questo: che tutti hanno il diritto di sentirsi liberi e ad avere una vita dignitosa, in Europa e nel resto del mondo. Ben venga quindi la caduta di altri muri che impediscono di farci sentire tutti parte integrante della stessa variegata umanità".

 

"Non ho voluto fare mancare la mia presenza a Berlino e Lipsia, - sottolinea il coordinatore provinciale del Pdl, Antonio Nervegna - luoghi simbolo della caduta del Muro e della fine della guerra fredda fra i due blocchi, l´evento che nel 1989 ha ridisegnato i confini della Germania e dell´Europa finalmente libera dal giogo del comunismo, portando gli ideali di speranza, democrazia e libertà, che contraddistinguono il percorso ideale del nostro partito ed esemplificano anche il mio personale curriculum politico, ispirato ai principi del rispetto dei diritti umani e nella lotta ad ogni tirannide".

 

Chiara Fabbri

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