La Campigna approda su Rai 3 a Geo & Geo

La Campigna approda su Rai 3 a Geo & Geo

La Campigna approda su Rai 3 a Geo & Geo

Andrea Gennai, responsabile della Pianificazione del parco nazionale Foreste casentinesi, monte Falterona e Campigna, sarà ospite mercoledì, nella veste di consulente alla selvicoltura, del celebre programma di cultura ambientale di Rai 3, Geo & Geo. Condotto da Sveva Sagramola, sta conoscendo un successo che cresce di anno in anno a fotografare una lenta ma ineludibile crescita nella sensibilità ambientale degli italiani. Il 2011 è l'Anno internazionale delle foreste.

 

Nella puntata di mercoledì (dalle 17.50), si parlerà di come sono cambiate le foreste negli ultimi decenni. Questa trasformazione, che in Italia è corrisposta per lo più ad un miglioramento, ha comportato il ritorno di specie animali prima scomparse o l'aumento di specie che erano rarefatte. Si vedrà come, a volte, anche miglioramenti piccoli ed aspetti curiosi e particolari sono stati determinanti nella riaffermazione di animali importantissimi.

Naturalmente sarà un'occasione per tornare a parlare anche delle Foreste casentinesi, così come di quelle di altre aree protette. Sono i parchi nazionali ad aver dato il determinante contributo al miglioramento delle foreste italiane ed alla conservazione della biodiversità.

 

Per fare un esempio, la presenza della prima riserva integrale d'Italia, quella di Sasso Fratino, forse l'unica "foresta vergine" del nostro Paese, coi suoi alberi enormi e l'abbondanza di alberi morti, ha determinato il ritorno del picchio nero (il più grande tra i picchi), arrivato dalle alpi ed insediatosi nell'unica colonia ad oggi esistente di tutto l'Appennino settentrionale.

Infine vedremo come ulteriori accorgimenti nella gestione forestale potranno portare al ritorno o alla salvezza di altre affascinanti specie del nostro Paese.

 

C'è ancora molto da fare: una corretta gestione forestale potrebbe permettere di osservare il ritorno di altri splendidi animali, come ad esempio la lince, che avendo una tattica di caccia basata sull'agguato (un po' come fanno i nostri gatti), ha bisogno di ambienti forestali movimentati, dove non manchino anche alberi storti su cui sia possibile arrampicarsi per organizzare un agguato.

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