La Cgil: in Emilia-Romagna si perdono 3.170 posti in scuola e università

La Cgil: in Emilia-Romagna si perdono 3.170 posti in scuola e università

La Cgil: in Emilia-Romagna si perdono 3.170 posti in scuola e università

BOLOGNA - Sommando i tagli al mondo della scuola con gli effetti della manovra del Governo, sono 3.170 i posti di lavoro (tra scuola e universita') che andranno perduti in Emilia-Romagna a partire dall'1 settembre. E' il conteggio effettuato dalla Flc-Cgil in vista della giornata di mobilitazione di venerdi', con sciopero generale e manifestazione a Bologna. La Flc calcola 1.500 docenti di scuola in meno (che si aggiungono ai -1.600 del 2009), 670 posti persi per il personale  ammininistrativo (-750 nell'anno precedente).

 

E ancora: altri 1.000 tra personale dell'Universita' e della ricerca pubblica. Il sindacato "sottolinea inoltre le conseguenze che potrebbero verificarsi nel settore appalti per pulizie e vigilanza- conclude la nota- con ulteriori licenziamenti al momento difficili da quantificare". (Dire)

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Fortemignolo
    Fortemignolo

    Inutile piangersi addosso, siamo arrivati al punto che si mantengono i posti di lavoro per i soldi che ci sono. Cinico ma realistico. Se la scuola perde posti è perché il Paese non vuole investire sul lungo periodo sullo sviluppo delle sue forze. Forse è meglio così. Perché investire 20 anni di scuola su una risorsa, per poi non poterla mandare neanche in un call center, perché nel frattempo è stato portato in un paese nordafricano? Oppure mandare la stessa risorsa a produrre molto efficacemente in un paese straniero, grazie alle competenze di tutto rispetto acquisite dalla disastrata scuola italiana, ma pur sempre competitiva? L’Italia può ancora fare beneficenza agli altri paesi, investendo per loro nella formazione? Ovvio che questa è provocazione, ma provocazione che deve far riflettere l’incapacità di un sistema Paese di rendere produttivo ciò che dovrebbe avere di più caro: i propri giovani. Troppo facile prendersela col Governo “ladro e baro”, che di responsabilità ne ha sicuramente, indipendente dal governo di turno. La colpa è del sistema Italia, composto da politica, economia, istruzione, sindacati. Non vogliamo dircelo in faccia, ma l’Italia è composta dalla somma a zero di tanti individualismi, personalismi, e tanti altri “ismi”. Quando si vorrà iniziare a giocare in squadra, senza cercare di “fregare” il proprio compagno, allora saremo in grado programmare a 10-20 anni e potremo sfondare nel mondo, così come stanno facendo oggi, purtroppo, i singoli. Allora ci sarà grande spazio alla scuola, specialmente per la scuola, alla quale si chiederà di essere educatrice e formatrice delle future classi del sistema Italia e gli insegnanti verranno pagati per le loro capacità e non per coprire lo spazio di una seduta di sedia. La manifestazioni, gli scioperi, tutte cose lecite e comprensibili, ma rientrano sempre il quel gioco di “fregare” il compagno di squadra. Chi è il compagno di squadra? A scelta, tutti quei precari che non possono neanche scioperare.

  • Avatar anonimo di pm
    pm

    A questi 3.000 andranno aggiunti altre migliaia di tagli già programmati per il 2011. A tutti coloro che hanno ipocritamente liquidato tutto questo con la definizione di riforma o taglio agli sprechi, chiedo se questi nuovi disoccupati non meritino la stessa attenzione riservata ai disoccuoati che hanno lavorato in settori diversi da quello pubblico.(Patrizio)

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