La clinica di Udine contro il ministero: "Eluana può morire da noi"

La clinica di Udine contro il ministero: "Eluana può morire da noi"

La clinica di Udine contro il ministero: "Eluana può morire da noi"

UDINE - La clinica privata "Città di Udine" si rifiuta di sottostare alle parole del ministero sul caso di Eluana Englaro. L'amministratore delegato della struttura conferma che la ragazza morirà nel capoluogo friulano, come già previsto. Ieri il ministro del Welfare Maurizio Sacconi e i sottosegretari Eugenia Roccella e Francesca Martini, hanno preso un atto di indirizzo per definire fuori legge qualsiasi pratica volta a interrompere l'idratazione e l'alimentazione della ragazza.

 

Claudio Riccobon ha spiegato ai giornalisti: "Avevamo indetto la conferenza stampa per questa mattina perché a quest'ora, secondo quanto programmato, avrei confermato che la signora Englaro, su richiesta del padre, in forma gratuita e con l'assistenza prestata da una equipe di volontari, era ricoverata da stamattina in una stanza privata della casa di cura, affinché quanto stabilito dal decreto della Corte d'appello di Milano fosse messo in atto. Come sapete, così non è avvenuto".

 

"Abbiamo sospeso temporaneamente l'iter - ha proseguito l'amministratore delegato della clinica -, in attesa che i legali che tutelano Eluana Englaro e la sua famiglia dimostrino che l'incursione del ministro Maurizio Sacconi non intacca la validità del decreto della Corte d'appello di Milano e della corte di Cassazione".

 

Il numero uno della clinica ha spiegato che nel momento in cui la Englaro arriverà a Udine,  sarà seguita da quindici-venti persone tutte volontarie che la assisteranno 24 ore su 24. Il suo arrivo nella clinica friulana potrebbe avvenire già domani.

 

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Monito del sottosegretario. Le strutture pubbliche e private "devono rispettare il mandato del Servizio sanitario nazionale. Questo significa che il paziente ha il diritto di ricevere assistenza e cure mediche". Lo ha detto il sottosegretario del Welfare Francesca Martini, parlando del caso di Eluana Englaro oggi a Roma, a margine di un incontro del Comitato bioetico per la veterinaria.

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