La Corte dei Conti promuove la Regione, Alessandrini (PD): "Il Governo ci ascolti"

La Corte dei Conti promuove la Regione, Alessandrini (PD): "Il Governo ci ascolti"

Anche per il 2009, la Corte dei Conti promuove la gestione economico-finanziaria della Regione Emilia-Romagna: sono stati rispettati gli equilibri di bilancio, il patto di stabilità interno e contenute le spese. Nel rapporto appena diffuso, la sezione regionale della Corte afferma che la Regione "ha rispettato l'equilibrio di bilancio sia in sede di previsione che di assestamento e di conto consuntivo, essendo rimasto il toltale degli impegni di spesa autorizzati entro il tetto massimo previsto dalle norme". La stessa relazione testimonia inoltre che "i vincoli di indebitamento risultano rispettati, essendo la relativa spesa al di sotto del limite".

 

"Ancora una volta - afferma il Consigliere Regionale Tiziano Alessandrini, Capogruppo PD della II Commissione "Politiche economiche e agricoltura" - viene certificata la bontà della gestione del bilancio regionale. Nonostante la preoccupazione suscitata dai primi provvedimenti del Governo nazionale in materia di federalismo fiscale e la forte crisi economica di questo momento la solidità dell'impostazione contabile e finanziaria della Regione Emilia-Romagna permetterà di affrontare le difficoltà future e gli inevitabili tagli al bilancio regionale da una posizione sufficientemente salda".

 

"La relazione della Corte dei Conti - prosegue Alessandrini - giustamente commenta positivamente le varie iniziative legislative finalizzate a sostenere il welfare e favorire lo sviluppo economico, la salvaguardia ambientale, la razionalizzazione dell'amministrazione e il contenimento dei costi, e sottolinea la bontà del Patto di stabilità che è stato fondamentale per attraversare questo difficile momento."

 

"Ad ulteriore lustro della Regione - prosegue Alessandrini - Vale la pena ricordato che solo pochi giorni fa la regione ha deciso di mettere a disposizione dei Comuni e delle Province quote del proprio patto di stabilità per un importo pari a 92 milioni di euro, affinché possano pagare i fornitori, le imprese che fanno lavori pubblici o forniture in conto capitale. Senza l'intervento della Regione, infatti, molti Comuni, pur avendo le risorse disponibili, non potevano pagare i fornitori a causa dei vincoli imposti dalle norme governative inerenti al patto di stabilità."

 

"Spiace leggere - conclude Alessandrini - che per stessa ammissione della Corte le poche criticità sottolineate nella relazione sono quasi tutte dovute alle "disfunzioni - si legge nel rapporto - connesse alla indeterminatezza temporale" e alla "discontinuità" dei "flussi finanziari in entrata di provenienza statale". Questa instabilità inevitabilmente finisce per minare la capacità regionale di pianificare per tempo il volume complessivo di entrate e uscite. Vanno inoltre ricordati i crediti che la Regione vanta nei confronti dello Stato: al 31 dicembre la Regione attendeva ancora la restituzione di 7,9 miliardi di euro di cosiddetti "residui attivi". Una situazione che ha pesato soprattutto sugli investimenti, destinatari, all'interno dei 14,1 miliardi del bilancio 2010, appena del 15,9% delle spese totali, anche a causa della decurtazione di 125 milioni nei finanziamenti governativi. Invece di sbandierare il proprio oscuro federalismo fiscale il Governo dovrebbe sanare questa situazione e garantire maggiore stabilità nell'erogazione dei fondi destinati alle regioni".

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