La crisi economica? C'è ma in Emilia-Romagna provoca meno disagi

La crisi economica? C'è ma in Emilia-Romagna provoca meno disagi

La crisi economica? C'è ma in Emilia-Romagna provoca meno disagi

BOLOGNA - I cittadini dell'Emilia-Romagna, e su tutti quelli di Parma, non dovrebbero certo lamentarsi. Se la crisi economica e' distribuita un po' in tutta Italia, l'Emilia-Romagna sembra subirne gli effetti meno di altre regioni. A sostenerlo e' un'indagine Uil su scala nazionale, che porta infatti l'Emilia-Romagna agli ultimi posti della classifica generale del disagio occupazionale: 19^ posizione (preceduta solo dalle province autonome di Bolzano e Trento).

 

E qui essere ultimi vuol dire stare 'meno peggio' dei connazionali. Basti pensare che l'indice del disagio, su base 100, segna per l'Emilia-Romagna un 78,4, mentre il Piemonte registra il massimo disagio con un sonante 130,7. A guadagnarsi l'ultimo posto in assoluto, e quindi il migliore, tra le province italiane nella classifica del disagio occupazionale e' Parma (58,6 l'indice di disagio), mentre Bologna si attesta al 99^ posto (70,8); dall'altro lato della classifica L'Aquila e Varese (dove il termometro segna febbre alta, rispettivamente 173,7 e 166,9 di disagio).

 

L'indagine Uil si concentra sul disagio occupazionale vissuto in Italia nell'anno della crisi, il 2009, misurandolo attraverso l'incrocio di vari fattori, dalla quantita' e qualita' del lavoro all'utilizzo della cassa integrazione fino al 'lavoro fantasma', cioe' quello irregolare e in nero, con la convinzione che i dati ufficiali non siano sufficienti a tracciare un quadro nitido.

 

Dietro la classifica stilata dalla Uil sul disagio occupazionale si nascondono vari indici che sezionano singoli aspetti. A posizionare bene l'Emilia-Romagna e' probabilmente un insieme di fattori, tra cui la bassa variazione nell'occupazione tra il 2008 il 2009: -0,6%, dunque largamente sotto la media nazionale del -1,5%. E l'analisi provincia per provincia rivela che a Parma vi e' stato un basso ricorso alla cassa integrazione e che detiene un ottimo indice per quanto riguarda il tasso di irregolarita' nel lavoro, che risulta molto basso.

 

E' Rimini a poter vantare, d'altro canto, il minor calo occupazionale (-821), seguita da Ferrara (-860). Mentre a pagare di piu' la crisi, in termini occupazionali, e' stata Bologna (-2.225).  L'occupazione dipendente, in regione, segna poi un +0,1%, a fronte di una media italiana di -1,1%. Ma a crescere, in regione, sono anche le persone in cerca di occupazione, +45,9%, contro unamedia italiana del +14,5%. In perfetta media italiana, invece, la diminuzione dei lavoratori flessibili (i primi a pagare la crisi), che registrano un -8,7%.

 

Il fatturato sommerso incide sul Pil soprattutto a Ferrara, 10,6%, dunque sopra la media italiana del 10,3%, mentre a Bologna pesa 'solo' per il 6,1%. L'impiego di lavoratori irregolari sono in calo in Emilia-Romagna, -1.820, e sono diminuiti in particolare a Modena (-314, pari al -7,1%).

 

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