La mafia cinese riciclava denaro anche a San Marino, 24 arresti

La mafia cinese riciclava denaro anche a San Marino, 24 arresti

La mafia cinese riciclava denaro anche a San Marino, 24 arresti

RIMINI - Per riciclare il denaro verso la Cina veniva usato tra i canali anche lo Stato di San Marino. Gli agenti della Guardia di Finanza, nell'ambito dell'operazione "Cian Liu", hanno scoperto un giro d'affari di oltre 2,7 miliardi di euro riciclati dal 2006. Sono 24 le ordinanze di custodia cautelare (2 ai domiciliari) emesse dal gip di Firenze Michele Barillaro, su richiesta del pm, Pietro Suchan. Sono oltre 100 le aziende coinvolte, riconducibili a cinese.

 

Le Fiamme Gialle hanno accertato tra l'altro contatti di un cittadino cinese con una società finanziaria-fiduciaria con sede centrale e legale a San Marino e sedi in Italia (Forlì, Bologna, Milano) ed Europa (Lugano, Montecarlo, Lussemburgo, Londra). La società è stata utilizzata secondo le ricostruzioni e i finanzieri per l'invio in Cina del denaro che il tramite cinese raccoglieva nella comunità dei connazionali nella zona di Sesto Fiorentino.

 

L'individuo trasportava in auto di notte i soldi nella sede della società del Titano. In ogni viaggio venivano trasportati circa 50mila euro. Al corriere venivano ceduti 40 euro per ogni 10mila euro trasportati. In occasione di un viaggio è stato accertato il trasporto di 200mila euro in una busta. Tra le persone arrestate 17 sono di nazionalità cinese, mentre 7 gli italiani. Ben 108 gli indagati, prevalentemente imprenditori, a cui sono stati effettuati dei sequestri di beni profitto delle attività di riciclaggio.

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di elenaC
    elenaC

    infatti loro lavorano e noi no,loro sono pieni di soldi ,noi invece pieni di debiti ,ma guarda un pò incominciano a realizzare che forse le cose nel nostro territorio non andavano poi cosi' bene,oppure x loro le cose vanno bene quando si tengono questi comportamenti.....

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    Buongiorno, chissà quanto di quel denaro proveniva dalle attività illecite dei laboratori che producono salotti nelle provincie di Forlì-Cesena e Ravenna? Quegli stessi laboratori che con il loro operato costringono alla chiusura i laboratori in regola che per restare all'interno delle regole vanno sul mercato a 22/25 euro all'ora mentre loro non versando i contributi e schiavizzando i loro connazionali vanno sul mercato a 5/8 euro l'ora. Quegli stessi laboratori contro i quali si grida allo scandalo ormai da anni e contro il prosperare dei quali, complie la mediocre imprenditoria forlivese, le associazioni di categoria tutte, i sindacati tutti e soprattutto il governo dei comuni e della provincia e regione, ci si è ormai arresi. Prato, stiamo arrivando!! E stanotte i cinesi lavorano,domani riciclano, dopodomanireintroducono il denaro in Cina ripulito!

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