La Misericordia di Forlì è operativa nel nome di don Zaccaro

La Misericordia di Forlì è operativa nel nome di don Zaccaro

La Misericordia di Forlì è operativa nel nome di don Zaccaro

Dal 7 novembre prossimo, la Confraternita di Misericordia di Forlì sarà operativa nel nome di don Carlo Zaccaro, il grande sacerdote fiorentino, scomparso il 15 maggio scorso, che ne caldeggiò la fondazione. Anche Forlì si mette dunque nel solco di una tradizione sorta a Firenze nel 1244 e che nel mondo può contare su numeri da capogiro: 787 Misericordie, 800mila aderenti e 150mila volontari attivi. Si parte da Bussecchio, per poi ampliare il raggio d'azione.

 

Il programma della giornata inaugurale della prima confraternita caritativa forlivese dai tempi dei Battuti, prevede, alle 10, il saluto delle autorità e la benedizione dei mezzi e del labaro sul sagrato della chiesa di San Giuseppe Artigiano, in viale Spazzoli, 181, seguiti alle 11.15 dalla santa messa concelebrata dal vescovo monsignor Lino Pizzi. Il pranzo delle 13 precederà la grande festa di popolo, sempre nei locali parrocchiali.

 

"Nei primi tempi - dichiara il governatore Alberto Manni - opereremo a Bussecchio, nei territori corrispondenti alle parrocchie di San Giuseppe Artigiano, Santa Rita e San Paolo Apostolo. Poi, se la base associativa crescerà, amplieremo proporzionalmente il nostro raggio d'azione". Il vice governatore Claudio Benericetti si rivolge direttamente ai tanti forlivesi di buon cuore: "Cerchiamo volontari per iniziare l'attività di ambulanza per le emergenze. A gennaio avvieremo i corsi da soccorritori e da autisti soccorritori".

 

La Confraternita di Misericordia di Forlì può già contare su una dotazione umana di 80 volontari, 40 dei quali operativi. Viste però le premesse di un servizio socio-assistenziale molto atteso dalla gente, in particolar modo da anziani e disabili, Manni, Benericetti e gli altri soci fondatori Gilberto Girani, Piergiuseppe Bertaccini, Carlo Zappia e Giancarlo Valenti auspicano veramente un cospicuo flusso di volontari". "Per entrare a far parte della confraternita - interviene Girani - basta un'ora la settimana".

 

Il neonato sodalizio di volontariato cristiano, assistito spiritualmente da don Mino Flamigni, ha già a disposizione un mezzo per il servizio di taxi sanitario, acquistato grazie ad una donazione della famiglia Zambelli di Galeata, proprio la località bidentina dove don Zaccaro operò alla guida e per conto dell'Opera Madonnina del Grappa. Ma è già stata acquistata anche un'ambulanza attrezzata di tutto punto, "di classe A", sottolinea Benericetti, operativa da gennaio. La sede della Confraternita di Misericordia di Forlì è stata posta nei locali della Fondazione "Opera don Pippo", in via Cerchia, 101.

 

I numeri utili a stabilire un contatto sono: 347-7786750 di Girani, e 349-6197677 di Benericetti. C'è pure un'e-mail: info@misericordiaforli.it. Perché intitolarla a don Carlo Zaccaro? "Infaticabile costruttore del bene comune - si legge sul sito www.misericordiaforli.it - da vari anni caldeggiava il sogno di fondare anche a Forlì la Confraternita di Misericordia".

 

Erede di don Giulio Facibeni, il galeatese fondatore dell'Opera della Divina Provvidenza "Madonnina del Grappa di Firenze, don Carlo, fautore della missione della Madonnina in Albania, amava particolarmente la Romagna, "dove era riuscito a creare una rete di tanti amici che lo stimavano ed erano lieti di poter collaborare alla realizzazione delle sue opere a favore dei poveri e dei più deboli. E' stato per tanti punto di riferimento grazie alla sua grande capacità di promuovere e di coordinare". Uomo di grande fede e di una carità autentica e coinvolgente, allievo di Giorgio La Pira, credeva fermamente nell'importanza della cultura e della formazione per una vera promozione umana. Da qui la nascita della Confraternita di Misericordia di Forlì, la formula operativa con cui anche i forlivesi ricorderanno per sempre questa grande testimone della carità cristiana.

 

Piero Ghetti

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