La morte travolge il Giro. Sconvolti i quattro romagnoli: "Viene da piangere"

La morte travolge il Giro. Sconvolti i quattro romagnoli: "Viene da piangere"

Da sinistra in senso orario: Matteo Montaguti, Alan Marangoni, Filippo Savini, Manuel Belletti

La morte è arrivata  funestare il Giro d'Italia: un fatto drammatico che ha colpito profondamente anche i quattro romagnoli impegnati nella corsa rosa. "Il ciclismo non dovrebbe essere quello di oggi: purtroppo pochi sanno quanto è pericoloso e solo in queste occasioni ci si pensa davvero", afferma Matteo Montaguti, forlivese 27enne della Ag2r, al suo secondo Giro d'Italia. Il suo sconvolgimento è comune ai colleghi e amici Filippo Savini, Manuel Belletti e Alan Marangoni.

 

"Wauter era un bravo ragazzo come tutti - aggiunge Matteo su Facebook -, non meritava certo questo e mi auguro che gli venga dato il giusto onore e la memoria almeno domani (martedì, ndr), perché certamente la merita". Ed effettivamente il Giro non rimane insensibile alla tragedia: la quarta tappa Genova-Livorno sarà neutralizzata, i corridori completeranno i 216 chilometri previsti (seguendo anche la volontà del padre e della famiglia) sempre in gruppo e la Leopard-Trek, squadra di Weylandt, taglierà davanti - tutta insieme - il traguardo.

  

"Tutta la carovana corridori compresi sono ancora sotto shock - racconta Alan Marangoni, 27enne della Liquigas, a RomagnaOggi.it -. Percorreremo questa tappa in segno di lutto. Ieri (lunedì, ndr) abbiamo scoperto al traguardo della tragedia. Sembra tutto così surreale". Surreale e ingiusto: "se penso - aggiunge il lughese - che un attimo prima era là a sgomitare con me per prendere la salita davanti...".

 

Filippo Savini, faentino della Colnago-Cfs, 25 anni, racconta di aver saputo della tragedia durante la corsa. "Un mio compagno - dice a RomagnaOggi.it -mi ha detto in fondo alla discesa: ‘sono sconvolto, uno é caduto e si trova in una pozza di sangue, per me é morto!'". Momenti impossibili da dimenticare, anche se la corsa rosa proseguirà: "Il Giro é lungo e si andrà avanti anche se il pensiero in testa rimarrà".

 

Pochissime parole ma che valgono più di milioni di frasi, quelle del velocista della Colnago-Cfs, Manuel Belletti, cesenate, classe 1985: "Mi viene da piangere. Non ci sono parole". Attorno a lui, sul suo profilo Facebook e non solo, l'affetto degli amici che da casa lo seguono. "Fatti forza, tu e tutti i ragazzi che sono al Giro", è il pensiero di un tifoso di Manuel: il pensiero a cui ci uniamo tutti noi.

  

Marco Di Maio

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