La Pianta in lutto, si è spento don Guido Sansavini

La Pianta in lutto, si è spento don Guido Sansavini

FORLI' - Un altro grave lutto per la chiesa forlivese: alle 22 di martedì 6 febbraio, all’età di 84 anni, si è spento monsignor Guido Sansavini. Le solenni esequie, concelebrate dal vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi, si terranno alle 14.30 di giovedì 8 febbraio, alla Pianta, la chiesa dove il sacerdote ha lasciato i segni più eclatanti del suo impegno pastorale. Al funerale è data per certa anche la presenza del nipote Ettore Sansavini, presidente del Gruppo Villa Maria con cliniche specializzate aperte ormai in tutto il mondo.


Don Guido è stato il tipico parroco delle relazioni, attentissimo alla cura dei carismi e al coinvolgimento del più ampio numero possibile di persone. Arrivò alla Pianta nel 1953, raccogliendo l’eredità “umana” di don Mario Bondini, nominato vescovo a Bertinoro nel 1950, e di don Rino Ranieri, sacerdote di grandi virtù morali ma troppo cagionevole di salute da poter lasciare un segno indelebile nella memoria dei parrocchiani. Erano i duri anni del dopoguerra, e la Pianta, che aveva ancora una dimensione campagnola, doveva fare i conti, sul piano della proposta aggregante, con la concorrenza della vicina “Taverna Verde”, circolo comunista fra i più attivi.


Don Guido si prodigò subito per dare uno spessore anche “ricreativo” alla pratica religiosa. Nacquero la Filodrammatica dialettale “E’ Carador” e il Centro sportivo Pianta con la scuola di calcio, una delle più gettonate della Romagna. Un discorso a parte meritano i soggiorni in montagna presso la casa per ferie “Villa Madonna del Fuoco”, che negli anni ha via via preso forma in Val Badia, Fontanazzo, Alba di Canazei, Pera di Fassa, Pozza di Fassa e infine al Lago di Tesero. Alla sua iniziativa si deve la collocazione, nel 1971, della grandiosa croce in ferro che tuttora domina la cima dello Scalieret, portata fino in vetta dai giovani della Pianta, oltre al traliccio con l’immagine in ferro della Madonna del Fuoco sulla dolomitica Cima 11, datato 1978. Se si considera che, per quasi 30 estati di fila, don Guido si è portato alle Dolomiti turni di 70 ragazzi alla volta, è facile comprendere perché la Val di Fassa sia sempre così affollata di forlivesi.


Il 1968, anno di contestazioni e di provocazioni spesso gratuite e pretestuose, lo vede attentissimo a non gettare alle ortiche un impegno educativo ormai ben radicato nella sua gente. Sarà sempre la “sua” montagna, la proposta dell’amore per le bellezze del creato, che gli permetteranno di non subire troppo i toni del “nuovismo” esasperato in nome di chissà quale svecchiamento ideologico, alla lunga rivelatosi un inganno.


Alla sua oculata “gestione” risale anche l’ampliamento della scuola materna parrocchiale, inaugurata nel 1976 e fatalmente divenuta uno delle più ricercate in città, anche dopo la dolorosa partenza delle Suore salesiane, avvenuta nel 1997. Lasciata nel 1978 la Pianta a don Giovanni Severi, oggi parroco a Bussecchio. don Guido ha concluso il suo ministero a Santa Lucia, di cui è stato parroco sino al 1999.

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Piero Ghetti

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