La pigrizia uccide 28mila persone all'anno

La pigrizia uccide 28mila persone all'anno

La pigrizia ogni anno uccide in Italia 28mila persone, vale a dire il 5% del totale. E' quanto si evince nella relazione annuale del ministero della Salute sullo stato sanitario del Paese. In Italia, secondo i dati Istat relativi al 2008, il 40,2% della popolazione di età uguale o superiore ai 3 anni dichiara di non praticare né attività sportiva ne' attività fisica nel tempo libero. Lo sport sembra essere un'attività prettamente giovanile e maschile.

 

BIMBI E TV - I dati raccolti sul tempo trascorso davanti alla tv o ai videogiochi e sull'attività fisica praticata dai bambini e adolescenti di età compresa fra i 6 e i 17 anni sono allarmanti: un bambino su quattro pratica sport per non più di un'ora a settimana. Inoltre, circa la metà dei bambini ha la tv in camera e la guarda per tre o più ore al giorno.

 

ALIMENTAZIONE - Preoccupanti anche i dati sull'alimentazione: il 96% degli intervistati dal Passi (Progressi delle Aziende sanitarie per la salute in Italia), sistema continuo di sorveglianza della popolazione italiana adulta sui principali fattori di rischio comportamentali, ha dichiarato di mangiare frutta e verdura almeno una volta al giorno ma solo il 10% mangia le cinque porzioni raccomandate per un'efficace prevenzione delle neoplasie. L'abitudine a consumare cinque o piu' porzioni di frutta e verdura al giorno e' piu' diffusa tra le persone sopra ai 50 anni, tra le donne (12%), tra le persone con basso livello d'istruzione (10%) e tra le persone obese (12%).

 

SI VIVE PIU' A LUNGO: Negli ultimi anni e' aumentata l'attesa di vita; si è passati infatti da una speranza di circa 74 anni per gli uomini e di 80 per le donne nei primi anni '90 a 78,4 e 84 anni, rispettivamente per gli uomini e per le donne. La mortalità relativa ai tumori è in diminuzione, ma i morti legati al cancro costituiscono il 30% di tutti i decessi e rappresentano la seconda causa di morte nel nostro Paese, la prima fra gli adulti e la seconda fra gli anziani. La mortalità infantile mostra un andamento in continua diminuzione, con una riduzione, dal 2001 al 2006, del 19% per i maschi e del 31% per le femmine, e con differenze fra le regioni del Nord e Centro e quelle del Sud del Paese. Le Marche è la regione più virtuosa, mentre la Campania la più svantaggiata in termini di mortalità.

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