La Regione si prenderà cura del tatufo. Potenziamento del patrimonio

La Regione si prenderà cura del tatufo. Potenziamento del patrimonio

La Regione si prenderà cura del tatufo. Potenziamento del patrimonio

Approvato l progetto di legge "Disciplina della raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi nel territorio regionale". Il nuovo impianto normativo, frutto di un'accurata e complessa revisione in Commissione, arricchisce quello vigente, dando spazio a inedite prospettive di valorizzazione ambientale, turistica e commerciale del tartufo e inserendo, tra le proprie finalità, il ripristino e il potenziamento del patrimonio tartufigeno dell'Emilia-Romagna.

 

Per raggiungere questi obiettivi, la Regione promuove forme di gestione e interventi di conservazione e valorizzazione della produzione del tartufo, anche incentivando la collaborazione tra tartufai e proprietari dei terreni.Il testo è stato presentato da numerosi consiglieri del gruppo pd: Mazzotti, Monari, Piva, Alessandrini, Montanari, Moriconi, Zoffoli, Carini, Pagani, Ferrari, Montani, Marani, Costi, Casadei, Pariani e Vecchi. Presentato dal relatore, Mario Mazzotti,

 

Deve essere cura della Regione inoltre sostenere attività di studio, sperimentazione, divulgazione, certificazione di qualità e tracciabilità; di formazione e aggiornamento (per conduttori, raccoglitori, tecnici e personale addetto alla vigilanza); di ripristino ambientale. La Regione, attraverso intese tra produttori, proprietari, raccoglitori, enti locali, enti gestori dei parchi e consorzi di bonifica, ha anche il compito di favorire la nascita di associazioni locali. Questi organismi, statutariamente, devono impegnarsi per migliorare e tutelare il patrimonio tartuficolo locale, promuovere la corretta attività di raccolta, valorizzare il bosco, elemento essenziale per l'esistenza di tartufaie, promuovere la gastronomia locale e le potenzialità turistiche e commerciali legate al tartufo e ad altri prodotti locali. Le associazioni, se il loro statuto lo contempla, possono svolgere attività di conservazione, miglioramento e tutela degli ambienti tartufigeni, ottenendo agevolazioni.

 

Il testo di legge stabilisce anche che la Regione possa concedere contributi, a enti pubblici e privati, per organizzare e sviluppare fiere, mostre, manifestazioni e convegni. Alle Province, che hanno il compito di favorire intese e accordi fra tutti i soggetti del territorio, arriveranno fondi regionali per le attività di valorizzazione del tartufo, dei prodotti a base di tartufo, e della tartuficoltura. I Comuni invece devono provvedere, tramite i propri regolamenti del verde pubblico e privato, a valorizzare le piante tartufigene.

 

La legge contiene anche la definizione di tartufaie controllate e tartufaie coltivate: naturali e sottoposte a miglioramenti o incrementi, le prime; impianti specializzati, realizzati ex novo con piante tartufigene certificate, le seconde. Queste ultime sono assimilate agli impianti per la coltivazione di alberi da legno, per i quali la legge nazionale consente la produzione di legno e biomassa e la reversibilità di tale coltivazione al termine del ciclo colturale. Per le tartufaie controllate la norma prevede che l'ente delegato, prima di definirne l'estensione e il numero nel proprio territorio, senta le organizzazioni agricole, le associazioni dei tartufai, i comuni e la commissione consultiva per la valorizzazione del tartufo.

 

L'Aula ha approvato una serie di emendamenti tecnici presentati dal relatore Mazzotti, i più significativi dei quali incrementano l'ammontare delle sanzioni in caso di violazione della legge; sono stati respinti, invece, una dozzina di emendamenti presentati dal mov5stelle.

 

Nel dibattito, Andrea Pollastri (pdl) ha rivendicato il contributo del suo gruppo al dibattito in commissione, riconoscendo alla maggioranza di aver recepito varie sollecitazioni. Andrea Defranceschi (mov5stelle) ha invece criticato il lassismo nei confronti della lobby del tartufo e l'indisponibilità della maggioranza a rendere stringenti alcuni controlli (per esempio la certificazione da presentare), e automatici i provvedimenti sanzionatori. Per Gabriele Ferrari (pd), si completa positivamente l'iter di un provvedimento che interviene come utile e necessaria rivisitazione di una legge che in questi vent'anni ha ben funzionato.

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