La sanità forlivese fa scuola negli Usa

La sanità forlivese fa scuola negli Usa

FORLI' - Dagli Usa a Forlì per imparare nuove tecniche chirurgiche e sviluppare ulteriormente il robot da Vinci. L'U.O. di Otorinolaringoiatria dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni", diretta dal professor Claudio Vicini, è la prima al mondo ad aver applicato la chirurgia robotica alla cura del paziente apneico grave, intervenendo sulla base-lingua. All'attivo, l'unità ha già 5 casi. Lunedì e martedì, le americane Erica Thaler, professore associato di Otorino alla Penn University di Philadelphia, e Katie Alford, bioingegnere, responsabile del settore sviluppo e ricerca dell'azienda Intuitive, che produce il robot da Vinci, sono state così ospitate dall'U.O. Orl forlivese per studiare il lavoro effettuato dall'equipe del profesor Vicini. Le due americane si sono sottoposte a uno stage intensivo per due motivi coordinati ma diversi: Erica Thaler per approfondire le tecniche chirurgiche base-lingua effettuate dall'U.O. Orl di Forlì col robot da Vinci, Katie Alford per capire come sviluppare in questa direzione l'apparecchio.

 

«Con la Penn University di Philadelphia abbiamo un rapporto consolidato - spiega il professor Claudio Vicini - in primavera, non a caso, insieme al dottor Filippo Montevecchi, ho partecipato a un corso tenuto dal centro americano per imparare a utilizzare il robot in otorinolaringoiatria. Il nostro "maestro" è stato il professor Gregory Weinstein, che vanta la più importante casistica robotica in otorino con tecnica transorale: tale metodo, prevedendo l'intervento attraverso la bocca, risulta il meno invasivo». In quest'ambito, l'U.O. Orl ha autonomamente sviluppato la chirurgia base-lingua, particolarmente importante per il paziente apneico grave.

 

«Si tratta di un'area difficilmente accessibile per il chirurgo che, quando interviene, lo fa inevitabilmente in maniera molto invasiva - illustra il direttore - la mia idea è stata quella di usare il robot per tale patologia, con esiti molto meno devastanti». Da inizio anno, l'U.O. Orl ha affrontato già 5 casi di questo tipo, l'ultimo dei quali proprio martedì, alla presenza delle due americane.

 

«Per ragioni sia medici sia di business, l'Intuitive, ditta produttrice del robot, si è mostrata molto interessata a questo sviluppo e ha inviato l'ingegnere Alford a studiare la nostra esperienza, al fine da valutare l'utilizzo su larga scala del da Vinci per tale patologia - spiega il professor Vicini - la professoressa Thaler si è invece concentrata, oltre che sulla chirurgia robotica base-lingua, sulla sleep endoscopy, sottoponendosi a un apposito percorso di training». La giornata di lunedì ha così visto, durante la mattina, un corso full-immersion di 6 ore sulla sleep-endoscopy e le applicazioni base-lingua, mentre nel pomeriggio si è tenuta una seduta di sleep-endoscopy, con l'esame di 8 casi. Martedì, infine, è stato eseguito col robot un intervento chirurgico base-lingua.

 

Per quanto riguarda la sleep-endoscopy, pratica dall'U.O. Orl di Forlì sin dal 2003, s'intende un insieme di procedure diagnostiche, di relativa recente introduzione, eseguite con tecnica endoscopica in un paziente roncopatico che "dorme", spontaneamente o sotto influsso farmacologico.

 

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«La chirurgia dei grandi apneici da noi sviluppata è un settore di nicchia - commenta il direttore - la Penn University si occupa invece quasi esclusivamente di chirurgia oncologica, con una casistica molto più vasta. E' per questo che abbiamo instaurato con loro una fattiva collaborazione: il centro Usa è interessato al nostro lavoro, mentre noi torneremo a Philadelphia per affinare ulteriormente la chirurgia robotica in Orl».   

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