La terribile fine di Sarah Scazzi, la confessione shock dello zio

La terribile fine di Sarah Scazzi, la confessione shock dello zio

La terribile fine di Sarah Scazzi, la confessione shock dello zio

AVETRANA (Taranto) - Il corpo di Sarah Scazzi è stato recuperato giovedì mattina in un pozzo vicino un casolare nella zona fra Avetrana e Nardò. Ad ucciderla è stato lo zio materno Michele Misseri, forse per il rifiuto opposto dalla nipote alle sue avances. Nessuna fuga volontaria. La quindicenne è stata assassinata il giorno della scomparsa, il 26 agosto scorso, in un garage vicino all'abitazione dello zio. "L'ho strangolata", ha confessato mercoledì Misseri.

 

L'uomo è crollato dopo un interrogatorio fiume che si è svolto nella caserma del comando provinciale dei Carabinieri di Taranto. "Sono stato io - ha ammesso -. E' successo in un garage vicino casa, poi ho bruciato i vestiti. Il corpo l'ho portato in campagna e gettato in una buca". Il 54enne è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario. E' stato Misseri stesso a indicare la tomba di Sarah.

 

Carabinieri e vigili del fuoco hanno scavato a lungo nel cuore della nottata tra mercoledì e giovedì alla luce delle fotoelettriche. A un certo punto sono dovuti intervenire dei sommozzatori poiché il pozzo, una cisterna interrata per la raccolta delle acque piovane profondo circa 80 centimetri, era colpo d'acqua. Verso l'una e 30 di notte è affiorato il corpo della ragazzina.

 

Difficile l'estrazione poiché coperto da numerose pietre. Per consentirne è stato necessario lo sbancamento di terreno circostante, in gran parte roccioso. Misseri era stato convocato dai carabinieri mercoledì mattinata con la moglie Cosima Spagnolo, e la loro figlia Valentina, genitori e sorella di Sabrina, la cugina con la quale Sarah il 26 agosto scorso sarebbe dovuta andare al mare. Madre e figlia sono state poi riaccompagnate a casa.

 

A dare una svolta alle indagini è stata un'intercettazione ambientale della cugina Sabrina, mentre parlava con la madre e diceva piangendo "Tanto lo so che l'ha presa lui...". Era stato Misseri il 29 settembre a consegnare agli inquirenti il cellulare di Sarah, privo di batteria e di scheda sim, affermando di averlo trovato vicino alle stoppie bruciate il giorno prima in un podere nel quale aveva svolto alcuni lavori. Un probabile tentativo di depistaggio che gli si è rivolto. Ma non si esclude che sia stato il rimorso a indurre l'uomo alla messa in scena.

 

La mamma di Sara, Concetta Serrano, ha appreso delle ricerche del corpo della figlia mentre era in collegamento in diretta con il programma di Rai 3 'Chi l'ha visto?' al quale stava partecipando dall'abitazione di Misseri. Quando le voci si sono fatti insistenti la donna ha lasciato l'abitazione accompagnata da uno dei suoi avvocati. In casa è rimasta Sabrina, raggiunta da alcuni amici. Appena ha appreso la notizia la giovane è scoppiata in lacrime. Una fine terribile per la quindicenne che sognava di lasciare Avetrana, un paese troppo piccolo per i suoi progetti.

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