La Traviata di Verdi apre il Ravenna Festival 2008

La Traviata di Verdi apre il Ravenna Festival 2008

La Traviata di Verdi apre il Ravenna Festival 2008

Per un'edizione 2008 dedicata all'universo femminile, la serata d'apertura (venerdì sera al teatro Dante Alighieri di Ravenna) di una delle rassegne non poteva che essere affidata al personaggio-simbolo della tradizione operistica italiana, quello più amato, il più popolare e romantico dell'intero catalogo verdiano, Violetta Valéry, la protagonista de "La traviata" (repliche il 15, 19 e 21). La "prima" del Festival sarà anticipata dall'incontro alle 17 con Massimo Cacciari.

 
Un'opera in cui la figura femminile assume la dimensione del "mito" per la capacità di riassumere in sé letteratura e vita, immaginario poetico e realtà vissuta. Perché dietro Violetta si cela non solo la Marguerite Gautier del romanzo e della piéce teatrale di Alexandre Dumas figlio, La dame aux camélias cui Giuseppe Verdi si ispirò, ma anche la giovane Marie Duplessis che lo stesso Dumas aveva amato, e sulla cui amara e brevissima vicenda biografica si innesta, appunto, il "mito".
 
Il dramma di Violetta è riletto attraverso la sensibilità femminile di Cristina Mazzavillani Muti che firma questa nuova regia immergendolo idealmente nelle pervasive atmosfere di valzer da boulevard - quelle vissute da Verdi negli anni parigini e ricostruite da Emilio Sala in un suo recente saggio "Il valzer delle camelie" -, senza rinunciare a quella voglia di sperimentare che fin dalle prime prove ha caratterizzato il suo innovativo gesto registico. "Violetta è un'anima bianca, disincarnata, un'ombra eterea e immacolata che si dibatte  in una sorta di lanterna magica: giudicata, usata, violentata e mai capita. Una storia che si perpetua all'infinito".

L'innovazione, in questa nuova produzione di Ravenna Festival, è resa dal particolare gioco di luci, disegnato da un poeta dell'illuminotecnica quale è Vincent Longuemare, dall'ardita spazializzazione digitale del suono affidata a Luigi Ceccarelli, e dalle scene essenziali di Italo Grassi su cui si muovono 5 straordinarie ballerine dell'Ensemble di Micha van Hoecke mentre la parte visiva dell'opera è completata da costumi di Alessandro Lai. La fedeltà alla partitura verdiana è assicurata dal maestro Patrick Fournillier - già protagonista al Festival di Ravenna con La Muette de Portici, Faust e Carmen - sul podio dell'Orchestra Regionale dell'Emilia Romagna.
 
Uno spettacolo che è il frutto di lunghe settimane di lavoro condotte con le modalità di un vero e proprio laboratorio artistico e creativo, caratterizzato dall'intensa collaborazione tra tutte le componenti artistiche e tecniche. Un clima di crescita e di euforia collettive rotto a due giorni dalla prima dall'improvvisa indisposizione della generosissima Monica Tarone che, scelta per debuttare come protagonista in questa nuova produzione di Traviata, ha deciso, nonostante la comprensibile grande amarezza, di restare in teatro per affiancare Cristina Muti nell'istruire sul palcoscenico la nuova interprete e trasmetterle, nei pochi giorni disponibili, il frutto del lungo lavoro preparatorio.
 
Alla gratitudine nei confronti di Monica Tarone per la straordinaria dedizione con la quale fino all'ultimo ha incarnato lo spirito del "laboratorio" il Ravenna Festival desidera affiancare il più sentito ringraziamento per Irina Dubrovskaya (ventisettenne soprano russo formatosi a Mosca nella prestigiosa scuola di Galina Vinevskaja dove era stata ascoltata in occasione della trasferta moscovita del Don Pasquale) che ha risposto immediatamente alla chiamata per presentarsi al suo debutto italiano nel ruolo di Violetta sul palcoscenico dell'Alighieri. A lei si affiancheranno Francesco Malapena nel ruolo di Alfredo (interpretato da Andrea Carè nella recita del 19 giugno) e Nicola Alaimo in quello di Giorgio Germont. Il Coro è quello del Teatro Municipale di Piacenza diretto da Corrado Casati.

La "prima" del Festival sarà anticipata dall'incontro con Massimo Cacciari che, in una delle sue inconfondibili "divagazioni", avrà il compito di introdurre il pubblico alle complessità e alle tante implicazioni offerte dal tema femminile del Festival. Il grande filosofo, alle 17 al Chiostro della Biblioteca Classense (ingresso libero), ne traccerà le linee intepretative proponendo, com'è sua abitudine, ardite e insospettate suggestioni. In una conversazione che si concluderà con l'inaugurazione, sempre presso la Classense (alle 18 nel Corridoio Grande), di Medea, Callas e Pasolini, della mostra fotografica (scatti di Mario Tursi) dedicata alla Medea pasoliniana del 1969 di cui fu interprete Maria Callas.

 

Il programma dettagliato del Festival sul sito: www.ravennafestival.org
Info 0544 249244

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