La 'Santa Sede' nel mirino di Wikileaks, il Vaticano: ''Estrema gravità''

La 'Santa Sede' nel mirino di Wikileaks, il Vaticano: ''Estrema gravità''

La 'Santa Sede' nel mirino di Wikileaks, il Vaticano: ''Estrema gravità''

ROMA - Nel mirino di Wikileaks è finito anche il Vaticano. Tali riguardano vari temi che negli ultimi anni hanno coinvolto la Santa Sede, dalla presunta irritazione vaticana per l'inchiesta irlandese sui preti pedofili alle presunte pressioni del Papa per impedire l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea, dalle imbarazzanti valutazioni sul cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, definito uno "yes man" a quelle sul portavoce, padre Federico Lombardi.

 

Da uno di cablaggi diffusi dal sito di Julian Assange, è emerso che il cardinale Angelo Sodano, all'epoca Segretario di stato vaticano, si lamentò con l'allora ambasciatore americano presso la Santa Sede James Nicholson per le cause intentate negli Usa contro il Vaticano in occasione dello scandalo pedofilia che investì la chiesa cattolica americana nel 2002. Secondo il New York Times, il segretario di Stato chiese all'ambasciatore statunitense di aiutare la Santa Sede a difendere la propria sovranità.

 

L'ambasciatore americano, secondo quanto riportando da ‘Le Monde' citando un ‘cable' di Wikileaks, "dissuase" nel 2008 papa Benedetto XVI dall'incontrare il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, in procinto di arrivare a Roma per il summit della Fao. Il Pontefice rifiutò: "Invocando la sua impossibilità di esaudire tutte le richieste, il Papa non ricevette nessuno dei capi di Stato" presenti in quei giorni a Roma.

 

"Estrema  gravità". Sono queste le parole usate in una nota della Sala Stampa vaticana, a seguito della diffusione di una serie di files 1 di WikiLeaks che riguardano la Santa Sede. "Senza entrare nella valutazione dell'estrema gravità della pubblicazione di una grande quantità di documenti riservati e confidenziali e delle sue possibili conseguenze - si legge nel comunicato - si osserva che una parte dei documenti resi pubblici recentemente da WikiLeaks riguarda rapporti inviati al dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America dall'ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede".

 

"Naturalmente - prosegue la nota - tali rapporti riflettono le percezioni e le opinioni di coloro che li hanno redatti, e non possono essere considerati espressione della stessa Santa Sede né citazioni precise delle parole dei suoi officiali. La loro attendibilità va quindi valutata con riserva e con molta prudenza, tenendo conto di tale circostanza".

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -