LAVORO - Venerdì i dipendenti delle coop sociali incrociano le braccia

LAVORO - Venerdì i dipendenti delle coop sociali incrociano le braccia

I lavoratori delle Cooperative Sociali incrociano le braccia il 4 aprile, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto ormai da 27 mesi, e per affermare il diritto ad un salario adeguato e al riconoscimento del proprio lavoro e professionalità.


“Dall’Emilia Romagna – si legge in un comunicato congiunto firmato dalle organizzazioni sindacali - partiranno numerosi pullman per partecipare alla manifestazione nazionale a Roma. Saranno naturalmente assicurati i servizi previsti come essenziali, ma di molti altri non sarà garantita la apertura. Le Cooperative sociali occupano in Italia più di 300.000 lavoratori, la maggior parte dei quali soci delle cooperative medesime, attivi in tutto il sistema dei servizi alla persona: dalla assistenza agli anziani non autosufficienti, all’inserimento lavorativo dei disabili, dalla educazione nei nidi, alla tutela dei minori”.


“In Emilia Romagna e Cooperative sono più di 600, occupano più di 35.000 lavoratori, con un valore della produzione totale di circa un miliardo di euro. Una parte notevole dei servizi e delle prestazioni del Welfare regionale è garantita tramite questi lavoratori. Infatti – dichiarano i sindacati - le cooperative di tipo A, cioè che svolgono servizi, pur senza trascurare comunque l’importanza sociale delle attività di inserimento lavorativo svolto dalle Cooperative di tipo B, ricavano circa il 70% del valore della loro produzione dai finanziamenti pubblici.


“Se questo rapporto tra committenza pubblica e cooperazione sociale ha permesso nel tempo lo sviluppo di molti servizi, tuttavia molte contraddizioni si sono scaricate sui lavoratori/soci a partire dalle retribuzioni, mediamente inferiori di molto a quelle di altri lavoratori e tra le più basse in assoluto, e sulle condizioni di lavoro, estremamente precarie in termini di flessibilità, orari, mansioni, garanzie”, proseguono FP CGIL, FPL UIL, FP CISL E FISASCAT CISL dell’Emilia-Romagna.


“Le retribuzioni dei dipendenti delle Coop sociali raramente raggiungono i 1000 euro e spesso non superano gli 800; solo nel 2009 le contribuzioni previdenziali saranno calcolate sull’intero salario. Si tratta di lavoratrici e lavoratori che operano spesso in condizioni di lavoro disagiato senza adeguate compensazioni economiche e per i quali si richiede un rinnovo che per il quadriennio di vigenza dia una risposta adeguata in termini salariali alle loro aspettative”.


“La cooperazione sociale in molti casi – dichiarano i sindacati - ha accettato un sistema di affidamento basato quasi esclusivamente sulla compressione del costo del lavoro, che non riconoscendone la qualità causa altissimi turn over di personale accompagnato dalla impossibilità di una adeguata formazione a discapito spesso della qualità stessa dei servizi. Le cooperative si lamentano delle basse tariffe ma non fanno niente per rompere questo circuito vizioso instauratosi. I lavoratori e le lavoratrici richiedono al contrario salari dignitosi, valorizzazione della professionalità, formazione, diritti”.


“La posizione delle Cooperative Sociali al tavolo del CCNL è stata di totale chiusura.

Le organizzazioni sindacali hanno pertanto convocato uno sciopero nazionale con manifestazione a Roma per venerdì 4 aprile e chiedono il sostegno e la solidarietà di utenti, cittadini e lavoratori tutti”.

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“Senza l’impegno – concludono le organizzazioni sindacali - dei lavoratori/soci della cooperazione sociale gran parte dei servizi per gli anziani, i minori, i disabili, la prima infanzia non funzionerebbero, ma è necessario dare innanzitutto dignità, con retribuzioni adeguate, con riconoscimento di professionalità, sostenendo forme di flessibilità rispettose sia dei diritti dei lavoratori che degli utenti stessi”.

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