Laziale ucciso, la famiglia Sandri contro il questore

Laziale ucciso, la famiglia Sandri contro il questore

“Non si parli di sassi”. Lo afferma il legale della famiglia Sandri in merito alle indiscrezioni trapelate sul presunto ritrovamento di due pietre nei pantaloni di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso domenica scorsa all’autogrill di Badia al Pino, in provincia di Arezzo, dal colpo di pistola sparato da un poliziotto.


Nelle tasche del giovane, come precisa l’avvocato Michele Monaco, spiega che ciò che è stato rinvenuto nei pantaloni dello sfortunato tifoso laziale era cosa da nulla: si tratterebbe, infatti, semplicemente di “microformazioni calcaree”.


Il legale poi si scaglia contro le parole pronunciate a tal proposito da Vincenzo Giacobbe, questore di Arezzo. “Il dottor Giacobbe ha mentito davanti alle telecamere. Ha detto bugie gravissime. Ha mentito, sapendo di mentire perché il fatto è successo alle 9 e alle 9.30 si sapeva già tutto di come era andata. L'informazione doveva essere immediata e corretta".


Le dichiarazioni del tifoso juventino. ''Bisogna capire cosa ha detto veramente, tutto e' possibile. Il mio dubbio e' abbastanza serio, e questo potrebbe essere un elemento in piu': come valutazione potrebbe essere interessante, sempre con tanti se e con tanti ma, con molta prudenza''. Lo ha detto l'avvocato Michele Monaco, legale della famiglia del giovane laziale Gabriele Sandri ucciso domenica scorsa ad Arezzo, commentando le dichiarazioni di un tifoso juventino, presente su una quarta macchina, che afferma di aver messo in fuga i laziali.


Prodi addolorato per chi ritiene estranea la polizia. "Dopo quanto accaduto domenica ad Arezzo, mi ha addolorato il fatto che qualcuno volesse far passare la polizia come qualcosa di estraneo. Questa estraneita' non c'e' nel nostro Paese: la polizia e' la nostra polizia e lo Stato e' il nostro Stato".


E' quanto ribadisce il presidente del Consiglio Romano Prodi, facendo cenno alla morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, uccido sull'autostrada nei pressi di Arezzo dal colpo di pistola esploso da un agente della Polstrada. Parole che Prodi ha voluto pronunciare nel corso dell'inaugurazione del nuovo polo tecnico funzionale della Questura di Bologna, alla quale ha preso parte anche il capo della polizia Antonio Manganelli.


Manganelli: una imperdonabile leggerezza. 'E' questo anche il momento della memoria. E il pensiero va in queste ore ai poliziotti che non ci sono piu', silensiosi protagonisti degli atti di quotidiano eroismo di cui va fiero il nostro Paese ma anche a Gabriele, vittima involontaria di una leggerezza imperdonabile della quale oggi questa istituzione porta il peso ed io la sofferenza, consapevole del dovere di una risposta tempestiva, completa e trasparente alla domanda di verita' e di giustizia che viene dalla collettivita'''.


Lo ha detto il capo della Polizia, il prefetto Antonio Manganelli, presente oggi a Bologna all'inaugurazione del nuovo Polo Tecnico funzionale della Polizia di Stato intitolato alla memoria del Sovr. Capo della Polizia di Stato Emanuele Petri, medaglia d'oro al valor civile, ucciso nel 2003 nel conflitto a fuoco sul treno Roma-Firenze che porto' all'arresto della terrorista Nadia Desdemona Lioce. A conclusione del suo intervento, e' partito un applauso dei presenti al prefetto Manganelli.

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