Le costruzioni spingono la crescita dell'economia regionale

Le costruzioni spingono la crescita dell'economia regionale

E’ un ruolo trainante quello svolto dall’industria delle costruzioni per l’economia regionale dell’Emilia-Romagna. Gli investimenti in edilizia hanno toccato nel 2007 quota 15.545 milioni di euro facendo registrare una crescita dello 0,7% rispetto all’anno precedente e mostrando una performance migliore rispetto al dato medio nazionale (+0,4%). Anche per il 2008 la previsione contenuta nel rapporto indica un andamento ancora positivo sebbene in rallentamento (+0,1%).


Negli ultimi nove anni i livelli di produzione del settore sono cresciuti molto ed hanno fornito un notevole contributo alla crescita del PIL regionale: dal 1998 al 2007 gli investimenti in costruzioni in Emilia-Romagna sono cresciuti del 39,3% in termini reali a fronte di uno sviluppo del PIL regionale del 13,8%.


Il dato emerge dall’ultimo rapporto congiunturale sul settore messo a punto da Ance Emilia-Romagna in collaborazione con il Centro Studi di Ance nazionale, presentato oggi nella sede dell’Associazione dei costruttori della regione.


“Questi dati – ha dichiarato il presidente di Ance Emilia-Romagna Gabriele Buia – esprimono con tutta evidenza l'importanza che il settore delle costruzioni riveste nell'ambito dell'economia della nostra regione. Basti, inoltre, pensare che gli investimenti in costruzioni rappresentano l'11,8% del Pil dell'Emilia-Romagna. Un dato superiore a quello medio nazionale che si colloca sul 9,9%”.


Anche sul fronte occupazionale le costruzioni svolgono un ruolo importante. “Nel primo semestre 2007 – ha detto ancora Buia – in Emilia-Romagna gli addetti al settore hanno toccato quota 148.000 con un aumento del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Significativo il dato che mostra come gli occupati in edilizia rappresentino il 20,4% degli occupati dell’industria e il 7,1% degli occupati complessivi della regione.”


Per quanto riguarda l’andamento dei singoli comparti, il quadro che emerge dal rapporto Ance Emilia-Romagna mostra che la crescita dei livelli produttivi del settore nell’anno in corso è stata trainata dall’edilizia privata mentre continua la flessione delle opere pubbliche.


In questo comparto, nel 2007, la produzione ha subito una flessione del 4,2% rispetto all’anno precedente calo che continuerà anche nel 2008 (-2,6%). Un andamento che riflette la situazione a livello nazionale. e che è dovuto sia alla contrazione degli stanziamenti operata dalle finanziarie degli anni 2004-2006 sia ai problemi di cassa e alle lentezze procedurali che hanno finora vanificato gli effetti dell’aumento delle risorse per le infrastrutture operato dalle finanziarie del 2007 e del 2008.


Sul fronte dell’edilizia abitativa il 2007 ha fatto registrare un aumento complessivo dell’1% (0,5% nuove abitazioni e 1,4% riqualificazione).


La previsione formulata nel rapporto dell’Ance Emilia-Romagna per il 2008 conferma il trend positivo anche se in rallentamento rispetto all’anno in corso.


“Un potenziale fattore di rischio si può individuare inoltre - ha dichiarato a questo proposito il presidente di Ance Emilia-Romagna Gabriele Buia – nelle mutate condizioni del mercato creditizio alle prese con un deciso incremento dei tassi di interesse sui mutui (+2% negli ultimi 24 mesi), e con gli effetti della crisi dei mutui subprime statunitensi, che potrà indurre le banche italiane a selezionare in modo maggiormente restrittivo la propria clientela. Restrizione che appare del tutto ingiustificata per le caratteristiche del mercato italiano, del tutto diverso da quello americano”.


“Sul fronte della casa inoltre – ha detto ancora Buia – non va trascurata l’esistenza nella nostra regione di una forte domanda insoddisfatta. Domanda che proviene non solo dalle fasce più deboli della popolazione e che impone un risposta sul piano degli affitti a canone sostenibile, ma anche dai ceti medi, che chiedono vivibilità e qualità dell’abitare.”


L'aumento della popolazione (+6% a livello regionale negli ultimi 5 anni che nei comuni non capoluoghi di provincia raggiunge il 6,6% con punte dell’8-9%) evidenzia del resto la vitalità economica e sociale del territorio regionale e implica un elevato fabbisogno di abitazioni e di mobilità.


“La mobilità – ha concluso il presidente di Ance Emilia-Romagna - rappresenta infatti una sfida importante delle politiche urbane, che deve avere come obiettivo la realizzazione di una adeguata rete di trasporto a servizio delle città e del territorio.”

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