Legacoop Ravenna, segnali di tenuta

Legacoop Ravenna, segnali di tenuta

I numeri danno segnali di tenuta: importante è tenere alto il livello di attenzione e di progettazione. Aggregare e innovare per essere più competitivi e capaci di trasformare le nuove sfide economiche e sociali in nuove opportunità di sviluppo. Questo emerge dai dati preconsuntivi del 2010 e il rapporto sociale riferito al 2009 di Legacoop Ravenna. La capacità imprenditoriale delle 177 cooperative aderenti a Legacoop Ravenna (+ 2,3%) rimane rilevante e registra un valore della produzione di 2 miliardi e 854 milioni di euro (- 0,6%).

 

Le cooperative associate a Legacoop, al di là dei dati, confermano, se possibile rafforzandolo, l'impegno per la tutela del reddito dei lavoratori, per l'occupazione e per il sistema territoriale della provincia di Ravenna che, pur con difficoltà, ha retto meglio l'impatto della crisi rispetto ad altri territori. Intervengono il presidente di Legacoop Ravenna, Giovanni Monti, il presidente della Federazione delle Cooperative, Lorenzo Cottignoli e il responsabile dell'ufficio programmazione e sviluppo, Valeriano Solaroli.

 

La marginalità realizzata dalle cooperative è quasi triplicata, toccando i 29,2 milioni. L'aumento di oltre il 100% è dovuto alla risoluzione di diverse situazioni complesse e ad altre partite di natura straordinaria che si sono verificate. Si tratta di eventi contingenti che hanno inciso positivamente sul 2010, ma irripetibili per quanto riguarda il 2011.

 

I soci sono oltre 171 mila (+ 1,4%) e continuano a crescere nonostante l'elevato numero già censito negli anni scorsi.

 

Anche il prestito sociale, indice di fiducia e legame dei soci verso le "proprie" cooperative, aumenta, superando i 404 milioni (+ 0,6%) e cresce il patrimonio netto raggiungendo gli 812 milioni di euro (+ 3,5%).

 

Nonostante le difficoltà, l'occupazione garantita dalle cooperative di Legacoop è sostanzialmente stabile (- 2,3%) e sono 13.558 gli occupati presenti nei vari settori in cui operano le cooperative e imprese da esse controllate.

 

Il lavoro con contratti a tempo indeterminato rappresenta oltre l'80% del totale che, per le cooperative della nostra regione, è un parametro fondamentale da valorizzare in qualità e salvaguardare in quantità.

 

Il tema del lavoro è predominante: c'è bisogno di lavoro. Prima dell'inizio della crisi economica, la forza lavoro occupata in provincia di Ravenna contava circa 175.000 unità fra pubblico e privato. Una stima ragionevole è che a fine crisi sarà persa dal 6 al 10 per cento di questa forza. Sulla creazione diffusa di nuove opportunità di lavoro si misura la capacità di questa società di sviluppare democrazia e coesione.

 

Importante è anche l'impegno affinché possa essere alleggerito dalla fiscalità il costo del lavoro, oppressivo verso le imprese e i lavoratori. Indispensabile, poi, è il contrasto al lavoro irregolare perché è anche lavoro meno sicuro. Risulta necessario, inoltre, attivarsi verso il Governo e la Regione perché per il 2011 e il 2012 siano prolungati adeguatamente gli ammortizzatori sociali.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -