LegaDue basket, Wittman a Forlì con il sogno Nba

LegaDue basket, Wittman a Forlì con il sogno Nba

Il gigante buono Ryan Wittman

FORLI' - A Forlì per fare le ossa con l'obiettivo un giorno di giocare in Nba. Si presenta così Ryan Wittman, la guardia tiratrice da Cornell University messo sotto contratto della Fulgor Libertas. La piazza biancorossa si attende parecchio dal bianco con gli occhi azzurri e i capelli biondi. "Non so se riuscirò a fare 30 punti a partita come si aspetta al gente di Forlì, il campionato di LegaDue è molto qualitativo", ha affermato Wittman, entusiasta di esser arrivato in città.

 

>LE IMMAGINI DEL NUOVO ACQUISTO RYAN WITTMAN

 

"Sono contento di come i tifosi abbiano accolto la mia ufficializzazione", ha confessato. Sbarcato lunedì pomeriggio al Ridolfi, l'americano è stato presentato ufficialmente martedì pomeriggio davanti ad una folla di giovani e meno giovani che si sono messi in fila per strappare un autografo al loro nuovo beniamino. Ma come mai ha scelto l'Italia? "Perchè è probabilmente una delle migliori nazioni in cui giocare a basket dopo l'NBA", è stata la risposta secca e decisa.

 

"Il livello della pallacanestro è molto alto - ha aggiunto -. Ho già visto il palazzetto in cui giocherò, davvero non vedo l'ora di iniziare. Il campionato professionistico americano rimane un mio obiettivo, certo: è normale, per ogni giocatore a stelle e strisce il sogno è giocare nella NBA. Però per il momento sono assolutamente convinto della scelta che ho fatto: Forlì può darmi tanto e io posso dar tanto a Forlì, e per quest'anno almeno mi vedrete giocare e dare il massimo solo per questa maglia".

 

Le aspettative dei tifosi, dopo il "Real Ryan Wittman Highlight Video" e il blog a lui dedicato in cui viene in pratica trattato come un semidio alla stregua del famoso sito dedicato a Chuck Norris, sono alte: ma la guardia da Cornell University non si dimostra affatto spaventato. "Non so se riuscirò a fare 30 punti a partita come si aspetta al gente di Forlì, come ho detto il campionato di LegaDue è molto qualitativo: sono comunque entusiasta di come la gente ha accolto la mia ufficializzazione, anche se forse nei video si parla solo del mio tiro da fuori".

 

Wittman ha spiegato che le sue "specialità sono anche la finta e la penetrazione, oltre a non essere assolutamente un giocatore egoista: il sistema di gioco della Cornell era abbastanza focalizzato sul mettere in ritmo qualsiasi giocatore che potesse avere un buon tiro, dunque non sono certo un mangia palloni".

 

Quali sono i modelli che segue? "Reggie Miller e Kevin Garnett - ha risposto -. Quest'ultimo in particolare l'ho conosciuto quando mio padre faceva l'assistant coach a Minnesota. A proposito di mio padre: avere un genitore che ha giocato tanto e ha anche allenato ad alto livello in NBA è stato sicuramente importante per me. L'unica raccomandazione che mi ha detto è stato dirmi che per me questa è una grossissima possibilità, ma soprattutto di cercare di divertirmi".

 

A chi gli fatto notare che l'altro giocatore americano di Forlì, Lorenzo Gordon, è un pivot ma è più basso di lui, Wittman ha trovato anche il tempo di strappare sorrisi nonostante un pò di imbarazzo: "Gordon è più basso di me? Vorrà dire che andrò a dare una mano anche sotto canestro. Comunque tranquilli: io non sono 20 kg soprappeso". "A parte gli scherzi, a livello di ambientamento farò di tutto per facilitare il mio inserimento, imparando il prima possibile l'italiano e facendo maggiore conoscenza con i miei prossimi compagni di squadra", ha concluso.

 

 

Coach Giampaolo Di Lorenzo parla di ‘botta di c..." se il figlio di Randy Wittman, ex guardia Nba ed head coach dei Cleveland Cavaliers e Minnesota Timberwolves, sia arrivato a Forlì. "Appena abbiamo visto una cassetta di Ryan, appena mi è stato detto che si era liberato e si era detto disponibile a trasferirsi a Forlì, non abbiamo avuto alcun dubbio e l'abbiamo preso al volo - ha affermato l'allenatore -. E' un ragazzo estremamente intelligente alla prima esperienza fuori di casa dopo anni da fenomeno alla Cornell University. Ci vorrà tempo per ambientarsi e perchè si inserisca nei meccanismi della squadra. Per il resto sono soddisfatto".

 

Di Lorenzo è galvanizzato dal "weekend produttivo a Jesi, a livello difensivo stiamo raggiungendo velocemente il top. Per quanto riguarda l'attacco siamo ancora indietro, ma non è un problema: di solito le squadre cominciano a giocare come vorrei io verso marzo..."


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