Leggi razziali, un incontro di studio in Regione

Leggi razziali, un incontro di studio in Regione

BOLOGNA - Settant'anni fa, nel 1938, in Italia la promulgazione delle leggi razziali sanciva l'esclusione di una parte della popolazione dal tessuto politico, sociale, economico e culturale del nostro Paese. Per riflettere sui meccanismi dell'esclusione che hanno operato in Italia producendo un legislazione discriminatoria e sul ruolo della conoscenza come 'antidoto' a tali fenomeni, l'Assemblea legislativa, assieme al Ufficio scolastico regionale, al Laboratorio nazionale per la didattica della storia (Landis) e alla fondazione Anne Frank House, ha promosso nella giornata di oggi l'incontro di studio e formazione: "Le leggi antiebraiche in Italia, 1938/1945.

 

L'incontro, che si è svolto nei locali nella sede assembleare e che è stato seguito da numerosi insegnanti e studenti delle scuole emiliano-romagnole, si è aperto con il saluto della presidente dell'Assemblea legislativa, Monica Donini. "La riflessione di questa mattina ci coinvolge particolarmente - ha detto - perché ci richiama proprio in questa sede al nostro ruolo di legiferatori". "Sul rispetto delle leggi si fonda il principio costituzionale di legalità - ha affermato la presidente - e tuttavia oggi parliamo di leggi che sono state in vigore nel nostro Paese ed allora dobbiamo chiederci perché ciò è potuto accadere e riflettere sulle aberrazioni che a volte le leggi producono. Incontri come quello di oggi, fortemente voluti dall'Assemblea legislativa, aiutano, grazie allo studio della storia, ad interrogarci sul ruolo della responsabilità individuale - ha continuato Donini - perché i giovani devono capire che per trovare gli antidoti alle diverse forme di discriminazione non esiste una risposta preconfezionata, ma servono strumenti interpretativi utili a trovare le soluzioni più adeguate ai problemi complessi che la società ci pone. E noi - ha concluso - dobbiamo creare le condizioni perché ciò avvenga. La politica può aiutare a cercare le risposte coinvolgendo chi ha voglia di partecipare per lavorare insieme al progresso della civiltà".

 

In seguito Laura Gianferrari dirigente del Ufficio scolastico regionale ha sottolineato "l'importanza della formazione dei giovani, come momento fondante per un corretto esercizio della cittadinanza. Che significa - ha detto - la consapevolezza di essere soggetti centrali con diritti e doveri. L'incontro di oggi rappresenta un momento di studio di un periodo storico che presenta forti insegnamenti per il futuro. Il mondo della formazione - ha precisato - non può prescindere dal dibattito sui temi dell'inclusione e dell'esclusione".

 

La sessione del mattino e quella del pomeriggio, presiedute rispettivamente da Aurora del Monaco, presidente di Landis e da Rosanna Rossi, dirigente scolastico, hanno avuto in programma interventi di storici ed esperti di formazione e i contributi di due testimoni le cui famiglie sono state colpite dalle leggi razziali fasciste: Giorgio Bezzecchi, vicepresidente nazionale dell'Opera Nomadi, e Vera Vigevani Jarach, tra le fondatrici del movimento delle ‘Madri di Piazza de Mayo'.

 

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In mattinata, sempre nei locali dell'Assemblea legislativa, è stata anche inaugurata la mostra "1938-1945 la persecuzione degli ebrei in Italia. Documenti per una storia" a cura della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec di Milano). Si tratta di un'iniziativa didattica che nel ripercorre le tappe che hanno caratterizzato la persecuzione degli ebrei nell'Italia fascista, privilegia documenti di forte impatto visivo e focalizza l'attenzione dei visitatori sulle vicende di singole persone, scelte tra decine e decine, "allo scopo di restituire un nome e un volto, e dunque dignità, a quanti sono stati decretati prima cittadini di livello inferiore e più tardi, addirittura indegne di vivere". "Si è cercato di mettere in luce  - spiega in una nota Alessandra Minerbi, curatrice della mostra - cosa ha significato per gli ebrei l'avvio delle persecuzioni, tanto più lacerante in quanto interrompeva un percorso di integrazione". La mostra è aperta fino al 14 novembre. Ingresso gratuito. Info 051.6395883  e-mail: acrisera@regione.emilia-romagna.it

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