Letteratura, venerdì David Grossman all'Auditorium CariRomagna

Letteratura, venerdì David Grossman all'Auditorium CariRomagna

FORLI' - “Vedi alla voce: amore" dovrà prima o poi essere affiancato ai maggiori libri del Novecento, ed essere analizzato con la passione che ispirano i capolavori”. Così si è espresso Cesare Segre sul romanzo che David Grossman presenterà venerdì 8 giugno alle 17 all’Auditorium della CaRiRomagna, unica data italiana, nell’ambito della rassegna “Incontri con l’Autore” promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.


“Vedi alla voce: amore”, posto dal “New York Times Book Review” sullo stesso piano di “L’urlo e il furore” di Faulkner, “Il tamburo di latta” di Grass e “Cent’anni di solitudine” di García Márquez , è la risposta di Grossman all’ “interrogativo ineludibile” di Elie Wiesel: “Come parlare dell'Olocausto alle nuove generazioni, a chi è troppo giovane per aver vissuto l'orrore?” Protagonista e narratore del romanzo è il piccolo Momik che, figlio di deportati, sente parlare in modo oscuro e allusivo dell'Olocausto, si interroga sul mistero dei numeri tatuati sulla pelle dei genitori, crede che la "belva nazista" sia realmente un animale feroce, sconosciuto e terribile. Ma per capire davvero dovrà crescere, diventare scrittore e seguire le tracce del nonno in Polonia; poi compiere un viaggio impossibile per mare, lasciarsi trasportare da personaggi immaginari e approdare all'ultima fantastica invenzione del libro: un'enciclopedia dove si raccolgono i fili innumerevoli del romanzo, e della vita. Così, con questa grande creazione etica, con questo libro insieme folle e scientifico, ingenuo e poetico, drammatico e grottesco, Grossman realizza il tentativo di interpretare e inventare una realtà segnata indelebilmente dal dolore.


Nato a Gerusalemme nel 1954, David Grossman ha studiato filosofia e teatro all'Università Ebraica della città natale. Corrispondente e conduttore radiofonico, si è affermato come uno dei maggiori narratori israeliani negli anni Ottanta, prima con “Il sorriso dell’agnello”, che esaminava la vita nella West Bank sotto l’occupazione israeliana, quindi con “Vedi alla voce: amore”, paragonato dal New York Times Book Review ad opere quali “L’urlo e il furore” di Faulkner, “Il tamburo di latta” di Grass e “Cent’anni di solitudine” di García Márquez. Dopo aver ricevuto nel 1988 l’ “Har Zion Prize” per il suo impegno per la pace e il dialogo tra Arabi ed Ebrei, nel 2000 Grossman si è quindi concentrato in “Qualcuno con cui correre”(premiato con il “Sappir Prize” e il “Jewish Quarterly Wingate Literary Prize”), sulla vita dei tossicodipendenti e dei senza-tetto di Gerusalemme. Nel 2003 ha quindi date alle stampe “La guerra che non si può vincere. Cronache dal conflitto tra israeliani e palestinesi”, che raccoglie i suoi interventi pubblicati su al-Ayyam, The Guardian, Newsweek ed altre rivistea. Terra di comunisti, motori, musica, bel gioco, cucina grassa e italiani di classe” (2004).

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L’incontro sarà introdotto da canti della tradizione ebraica italiana a cura del trio guidato da Enrico Fink.

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