Lo yogurt Granarolo dice addio a Castel San Pietro

Lo yogurt Granarolo dice addio a Castel San Pietro

Lo yogurt Granarolo dice addio a Castel San Pietro

CASTEL SAN PIETRO - La direzione aziendale del gruppo Granarolo ha annunciato la chiusura dei siti produttivi di Castel San Pietro e di Novara. Saranno spostate a Pasturago (MI) le produzioni di yogurt a marchio "Granarolo alta qualità", che vengono fatte nel sito castellano, e quelle di latte UHT del sito novarese. Nello stabilimento di Castel San Pietro lavorano 45 dipendenti, oltre a 8 facchini della cooperativa Trascoop. E i sindacati respingono il piano di riorganizzazione.

 

Il coordinamento sindacale nazionale del Gruppo Granarolo, a cui ha partecipato anche il segretario della Flai-Cgil di Imola Domenico Giagnacovo,  respinge il piano di riorganizzazione presentato dall'azienda nell'incontro che si è tenuto ieri.

 

«Respingiamo questo progetto di riorganizzazione - afferma Giagnacovo - di cui non capiamo le motivazioni. Di tutto si è parlato negli incontri degli ultimi mesi con l'azienda, fuorché della chiusura degli stabilimenti. Anche negli accordi siglati tra le parti, nel 2005 e nel 2006, la direzione ha scritto nero su bianco che la strategia dell'azienda mirava a salvaguardare la distintività dei marchi e delle produzioni, attraverso lavorazioni nei due diversi stabilimenti».

 

Per quanto riguarda l'andamento degli ultimi 8 mesi, l'azienda ha comunicato che i volumi di yogurt sono sostanzialmente stabili rispetto al 2008.

 

Secondo la Flai il progetto dell'azienda avrà delle ripercussioni sul personale, nonostante le rassicurazioni della direzione che si è detta intenzionata a riassorbire il personale nello stabilimento di Bologna che dovrebbe essere  ampliato entro la fine del 2010. «Quello che nell'immediato attende i lavoratori sono gli ammortizzatori sociali - precisa Giagnacovo -. Non c'è alcuna certezza né sui tempi di un'eventuale ricollocazione, né sul numero di posti disponibili che potranno liberarsi a Bologna dopo i lavori di ampliamento e dopo i pensionamenti. Questo andrà inevitabilmente a discapito del personale a tempo determinato e dei lavoratori interinali impiegati nello stabilimento bolognese».

 

Le organizzazioni sindacali hanno proclamato il blocco immediato di tutte le prestazioni di straordinario e di flessibilità e uno sciopero di otto ore per tutti i lavoratori del gruppo che si terrà venerdì 9 ottobre. Per lunedì 28 settembre nello stabilimento di Castel San Pietro è convocata un'assemblea con i lavoratori, per informarli su quanto annunciato dall'azienda e valutare eventuali ulteriori di mobilitazione.

 

«Sarà stato il cambio nella presidenza a determinare la nuova strategia aziendale? - si chiede Giagnacovo -. L'ex presidente ha sempre definito il sito castellano "il gioiellino del gruppo", in termini di produttività e redditività, e ha sempre sostenuto che lo yogurt alta qualità poteva essere prodotto solo a Castel San Pietro per ragioni climatiche e geografiche, utilizzando il latte prodotto nelle stalle delle province di Bologna e Ferrara. Alla luce di tutto ciò, le motivazioni che portano Granarolo a decidere la chiusura sono per noi incomprensibili, anche perché negli ultimi anni, tre lavoratrici sono passate a tempo indeterminato, vi sono stati diversi passaggi di livello e sono stati siglati alcuni accordi sindacali per assecondare le esigenze di flessibilità aziendali. Come sindacato abbiamo sempre rimproverato all'azienda di non aver investito sullo stabilimento castellano, dopo che al Gruppo erano stati riconosciuti dei contributi regionali che non sappiamo dove e come siano stati spesi».

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