Lotta ai tumori, all'Irst di Meldola presentata l'elettrochemioterapia

Lotta ai tumori, all'Irst di Meldola presentata l'elettrochemioterapia

Lotta ai tumori, all'Irst di Meldola presentata l'elettrochemioterapia

MELDOLA - Si è tenuto martedì all'IRST di Meldola un importante e partecipato convegno incentrato sulle nuove opportunità terapeutiche prospettate dall'utilizzo dell'elettrochemioterapia - un'innovativa tecnica che combina stimolazione elettrica e terapia farmacologica - nel  trattamento del melanoma e nelle metastasi ossee. La giornata di studi è stata anche occasione per presentare il progetto "Melanoma in Area Vasta Romagna"

 

Un progetto che punta ad unire gli sforzi compiuti dai professionisti di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini contro questo tipo di patologia.

 

L'evento, accreditato ECM, ha visto la presenza tra i relatori di alcuni tra i massimi esperti a livello nazionale sia della diagnosi e trattamento del melanoma, sia dei tumori ossei. Tra questi era previsto l'intervento del Prof. Mario Mercuri, luminare dell'osteoncologia, scomparso improvvisamente sabato scorso a Bologna, in memoria del quale i partecipanti hanno osservato un minuto di raccoglimento all'inizio dei lavori.

 

L'elettrochemioterapia, nella sua declinazione in campo dermatologico, è un'innovativa tecnica sviluppata in Italia, basata sull'effetto combinato di somministrazioni di farmaci e stimolazione locale della pelle attraverso brevi ed intensi impulsi elettrici. Tali impulsi, creando pori nelle membrane delle cellule dell'epidermide, consentono al farmaco di penetrare nel loro interno. Il trattamento di pazienti con questa tecnica si è dimostrato molto efficace per migliorare la classica chemioterapia e, a volte, per evitare la soluzione chirurgica nei pazienti affetti da melanoma. Incoraggianti i risultati ottenuti:  la risposta sulle lesioni trattate supera infatti l'80%.

 

Tre i momenti dell'evento congressuale: nella sessione della mattina è stato presentato il progetto "Melanoma in Area Vasta Romagna", quindi si è discusso dell'utilizzo dell'elettrochemioterapia nel trattamento del melanoma; la sessione pomeridiana è stata invece dedicata al futuro utilizzo di questa tecnica nel trattamento delle metastasi ossee.

 

Il convegno, attraverso una tavola rotonda moderata dal Dr. Giorgio Maria Verdecchia responsabile di Chirurgia e terapie oncologiche avanzate dell'Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì e dal Dr. Ruggero Ridolfi, Direttore dell'U.O. di Immunoterapia dell'IRST, è stato spunto per rinsaldare i già stretti rapporti tra i centri che si occupano di melanoma delle Aziende Usl dell'Area Vasta Romagna e dell'IRST. Da anni, infatti, i professionisti delle quattro Aziende - dermatologi, chirurghi, patologi ed oncologi - lavorano a progetti comuni, alla stesura di linee guida e condividono protocolli operativi. Un modus operandi che il progetto "Melanoma in Area Vasta Romagna" intende consolidare rendendo sempre più coordinati sia i percorsi di prevenzione del melanoma e dei tumori della pelle (vedi campagne informative e di sensibilizzazione) sia il trattamento e il follow up dei pazienti sfruttando le potenzialità dell'approccio multidisciplinare. "E' importante - ha sottolineato la Dr.ssa Maria Giovanna Righini, direttore dell'Unità Operativa di Dermatologia dell'Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì - poter fornire informazioni accurate ai medici di base e ai pediatri in modo che possano effettuare uno screening selettivo dei pazienti e assegnare così una giusta priorità ad ogni caso; evitare il sovraffollamento degli ambulatori di dermatologia, oltre a garantire un corretto funzionamento del sistema sanitario nazionale, permetterebbe infatti di concentrare più e meglio le risorse su chi ha in effetti problemi." "Il gruppo Melanoma di Area Vasta Romagna - ha aggiunto Dr. Stefano Catrami, direttore dell'U.O. di Dermatologia di Rimini - è oggi un'esperienza avviata e coesa; la necessità di continuare lungo questo percorso di condivisione è dettata dall'evoluzione crescente di questa malattia, basti considerare che nella nostra regione il ritmo d'incidenza è di 30 nuovi casi ogni 100.000 persone." Il Dr. Giuseppe Gaddoni, direttore U.O. Dermatologia di Ravenna, ha puntato sulla prevenzione: "Purtroppo ancora oggi non è sufficientemente pubblicizzato quanto alcuni comportamenti e stili di vita siano realmente dannosi; ad esempio l'utilizzo dei lettini abbronzanti e lampade UV nei soggetti a rischio e nei giovani."

 

A fare il punto sull'incidenza del melanoma in Italia è stato il Prof. Carlo Riccardo Rossi: "Il melanoma è oggi un tumore in forte crescita con un incremento annuale del 5% pari a 15 casi ogni 100.000 in Italia l'anno. L'incidenza maggiore è nel Nord Est, dove risulta, addirittura, nelle donne che hanno ripreso a fumare, il secondo tumore dopo quello al polmone. Per il trattamento della malattia è ancora di elezione l'asportazione chirurgica; mentre ci sono poi grandi aspettative per il trattamento delle lesioni locali utilizzando l'elettrochemioterapia."

 

A seguire sono stati considerati aspetti tecnici di questa metodologia, l'interazione con la chirurgia, quindi gli aspetti immunologici. A tal proposito il Dr. Ruggero Ridolfi, Direttore dell'U.O. di Immunologia dell'IRST, e il Dr. Massimo Guidoboni hanno proposto uno studio per sfruttare l'elettrochemioterapia per amplificare la risposta anche nelle lesioni non trattate, cioè attraverso un farmaco che stimoli il sistema immunitario a riconoscere il segnale delle cellule malate anche se non sono state sottoposte a trattamento elettrochemioterapico.

 

I lavori del pomeriggio hanno visto l'attiva partecipazione dei medici dell'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna , presente il Direttore scientifico, il Dr. Francesco Antonio Manzoli, sia sui dati preclinici (Dr.ssa Milena Fini) sia clinici (allievi del Prof. Mercuri: Dr. Roberto Casadei, Dr. Giuseppe Bianchi e Dr.ssa Laura Campanacci). Fulcro del dibattito le opportunità di cura offerte da questo tipo di terapia nel trattamento delle metastasi ossee, patologia di grande interesse e sulla quale l'IRST ha profuso grandi sforzi fin dal 2000, grazie all'impegno del suo Direttore Scientifico Prof. Dino Amadori. Attraverso l'utilizzo di microelettrodi direttamente impiantati nell'osso. Un'iniziativa partita dall'Istituto di Bologna in collaborazione con l'azienda produttrice dell'ausilio tecnico, Igea ed allargata all'AUSL di Forlì, all'U.O. di Ortopedia-Traumatologia diretta dal Dr. Francesco Lijoi quindi all'IRST di Meldola.

 

L´elettroporazione è utilizzata in circa 80 centri in 16 paesi europei per il trattamento di metastasi cutanee e sottocutanee; il gruppo di ricerca dell'Istituto Rizzoli di Bologna è il primo ad applicarla alle metastasi ossee, anche in prossimità di strutture "nobili", quali vasi e nervi, per ora principalmente su arti e bacino. In questi giorni l'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna presenterà i risultati clinici raggiunti,  l´epidemiologia e le problematiche delle metastasi scheletriche, e il primo gruppo di lavoro italiano per l´impiego dell´elettroporazione delle metastasi ossee.

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di remigio
    remigio

    complimenti e un augurio di ottime cure agli ammalati che si potranno giovare di questa nuova tecnologia! remigio filippone da Palermo

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