Lotta all'evasione fiscale, Cesena al secondo posto in Emilia Romagna

Lotta all'evasione fiscale, Cesena al secondo posto in Emilia Romagna

Foto di repertorio-537

CESENA - Cesena si conferma uno dei Comuni emiliano - romagnoli più attivi nella lotta all'evasione fiscale collocandosi al secondo posto, alle spalle del capoluogo di regione Bologna, per l'entità di maggiore imposta accertata e di somme riscosse. E' quanto emerge dai dati diffusi dalla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate relativi all'attività svolta nel primo semestre 2011 grazie alla collaborazione fra l'Agenzia stessa e l'Anci e i Comuni.

 

L'Emilia - Romagna si rivela una delle regioni più efficienti su questo fronte: fra gennaio e giugno 2011 sono state 10.963 le segnalazioni inviate dai suoi Comuni. Da Cesena ne sono arrivate 519: hanno fatto meglio solo Bologna (1038), Ponte dall'Olio (575), Rimini (823) e Ravenna (535). Cesena si colloca al secondo posto sia nella graduatoria delle segnalazioni più proficue, con una maggiore imposta accertata di 1 milione e 332.985 euro (davanti c'è solo Bologna, con 3,2 milioni di euro), sia per entità della somme riscosse, con 771mila euro (prima è Bologna con 1 milione e 452mila euro).

 

"Questi risultati sono frutto della serietà e dell'efficienza con cui operano i nostri uffici - commentano il Sindaco Paolo Lucchi e il Vicesindaco e Assessore al Bilancio Carlo Battistini - e confermano l'impegno dell'Amministrazione comunale di Cesena alla lotta all'evasione fiscale, senza la quale non si può garantire una reale equità. Ed è questo l'aspetto che ci sta più a cuore: far sì che tutti possano accedere ai servizi di cui hanno bisogno contribuendo secondo le proprie possibilità e che la comunità non sia costretta a farsi carico di costi maggiori a causa di chi si sottrae al suo dovere di contribuente. E' questa la logica che ci ha guidato a introdurre il cosiddetto ‘quoziente Cesena', cioè il nuovo sistema di definizione delle tariffe basato sull'Isee, e ad avviare una collaborazione stretta con la Guardia di Finanza per garantire controlli più puntuali della documentazione. Questo ha già consentito di individuare 34 casi di irregolarità".

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