Lotta alle discriminazioni e azioni positive: audizione di docenti universitarie in commissione statuto

Lotta alle discriminazioni e azioni positive: audizione di docenti universitarie in commissione statuto

BOLOGNA - Prosegue nell'ambito della commissione "Statuto e Regolamento" il percorso istruttorio che porterà alla presentazione in Aula del Progetto di Legge per istituire la "Commissione regionale per la promozione di condizioni di piena parità tra donne e uomini", un PdL sottoscritto da tutti i gruppi consiliari e da tutte le elette nell'Assemblea legislativa. Mercoledì, in commissione si è svolta l'audizione di due docenti universitarie, Antonella Picchio e Diletta Tega, esperte in materia di pari opportunità e contrasto alle discriminazioni.

 

La prof. Antonella Picchio ha illustrato ciò che va emergendo dalle indagini statistiche sull'uso del tempo. Accanto alla nota, diversa ripartizione fra uomini e donne, si impone il concetto di "lavoro totale", come somma dei lavori retribuiti e dei lavori non pagati. Aumentare la fluidità fra questi due ambiti è uno dei compiti essenziali delle politiche pubbliche per le pari opportunità. Limitandosi solo a ciò che ha un prezzo di mercato, l'analisi economica tende a sottovalutare la dimensione quantitativa e cruciale del lavoro domestico e del lavoro volontario gratuito (non profit); eppure si tratta di componenti rilevantissime, quantitativamente maggioritarie, ed è sulle donne che si scarica la qualità della relazione fra produzione e riproduzione sociale, il faticoso (e doloroso) processo di adattamento degli individui alla vita reale. Perciò, ha concluso la prof. Picchio, le politiche pubbliche per le pari opportunità devono considerare sia lo spazio pubblico che lo spazio domestico, e sforzarsi di definire un nuovo paradigma del "ben-essere".

 

La professoressa Diletta Tega si è invece soffermata sul dibattito giuridico e costituzionalistico, a partire dalla sua essenziale dicotomia: contrastare e promuovere; vale a dire, le norme di divieto delle discriminazioni affiancate alle "azioni positive". Queste ultime ottengono sempre maggiore attenzione, almeno all'interno dell'Unione Europea, perché cresce la consapevolezza che non tutti i soggetti partono con uguali opportunità, e i più deboli rischiano di avere un destino sociale predeterminato.

 

Dopo un richiamo alla natura duplice dell'articolo 3 della Costituzione (di nuovo, contrastare e promuovere), la prof. Tega ha detto che un ruolo propulsivo viene assolto dal diritto comunitario, in particolare per quanto riguarda il mercato del lavoro. Riveste un particolare interesse la Carta di Nizza, ormai parte a tutti gli effetti della legislazione italiana, nel dettagliare le varie, possibili forme di discriminazione: sesso, razza, colore della pelle, origine etnica, caratteristiche genetiche, lingua, religione, opinioni politiche, età, disabilità, tendenze sessuali. La commissione ha già convocato per lunedì prossimo, alle 15.00, un'udienza conoscitiva su questo Progetto di legge.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -