Lugo, a Caffè Letterario tocca a Luca Telese

Lugo, a Caffè Letterario tocca a Luca Telese

LUGO - Sabato 7 novembre alle ore 21,00 nella sala conferenze dell'Hotel Ala d'Oro primo incontro del mese di novembre per Caffè Letterario con il giornalista de "il Fatto Quotidiano" e conduttore di Omnibus su La7, Luca Telese che presenterà il suo ultimo saggio "Qualcuno era comunista" edito da Sperling e Kupfer. La serata, organizzata in collaborazione con "Associazione Eco" sarà introdotta da Paolo Galletti e si concluderà con l'abituale brindisi con i vini in degustazione


Giornalista parlamentare, Luca Telese, inizia la sua carriera collaborando con "l'Unità", "Il Manifesto", "Il Messaggero" e "Il Foglio". Dal 1999, occupandosi soprattutto di politica e cultura, lavora per il quotidiano "Il Giornale" che lascia pochi mesi or sono per passare a "Il fatto quotidiano" diretto da Antonio Padellaro ed edito dal 23 settembre. È stato autore di alcune trasmissioni televisive (Chiambretti c'è, Batti & Ribatti, Cronache marziane) e conduttore di programmi televisivi su La7 come "Tetris" e "Omnibus". Si alterna con Edoardo Camurri nella conduzione di Tabloid, rassegna quotidiana tratta dalle pagine interne dei quotidiani Italiani di Radio3, in onda dalle 9.30 del mattino. Dirige la collana "Radici nel Presente" della casa editrice Sperling & Kupfer.


9 novembre 1989: crolla il Muro di Berlino, finisce un mondo. Pochi giorni dopo, il segretario del PCI Achille Occhetto pronuncia, davanti ai partigiani della Bolognina, parole destinate a cambiare per sempre la politica italiana. È l'atto iniziale della fine del più importante partito comunista d'Occidente. Nei quindici mesi successivi, fino al congresso conclusivo di Rimini del febbraio 1991, la dissoluzione del grande partito di massa si trasformerà in una vicenda intricata e piena di colpi di scena, che assumerà via via toni epici, tragici, a tratti farseschi. Qualcuno era comunista, come un romanzo corale, racconta questa storia e i suoi primattori: da Occhetto, il leader neoromantico, arruffato ed emotivo, al suo gelido alter ego Massimo D'Alema; da Pietro Ingrao, il visionario che voleva la luna, al granitico e «britannico» Giorgio Napolitano.

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