Lugo: dieci bambini nati da ovuli e liquidi seminali congelati

Lugo: dieci bambini nati da ovuli e liquidi seminali congelati

Lugo: dieci bambini nati da ovuli e liquidi seminali congelati

RAVENNA - I trattamenti cui si devono sottoporre le persone ammalate di tumore potrebbero anche ridurre o danneggiare la loro capacita' riproduttiva. E' un rischio di cui il paziente italiano non e' ancora abbastanza informato, cosi' il piu' delle volte non sa che preservare la fertilita' e' possibile, col congelamento del liquido seminale o di ovociti. Nel centro specializzato di Lugo, ad oggi sono stati crioconservati i liquidi seminali di 109 pazienti e gli ovociti di 8 donne.

 

Chi deve affrontare un intervento chirurgico, una radioterapia o una chemio, infatti, ha la possibilita' di stipulare una sorta di 'assicurazione' sulla prole futura. L'azienda Usl di Ravenna, col servizio di Fisiopatologia della riproduzione umana che ha sede a Lugo, ha attivato dall'anno scorso un progetto per "uniformare l'accesso e i trattamenti per la preservazione della fertilita' maschile e femminile".

 

Dei 109 maschi una quarantina sono di eta' compresa fra i 27 e i 33 anni e 28 fra i 18 e i 26 (in prevalenza, 62 casi, colpiti da tumore del testicolo). Piu' raro e' il ricorso a queste tecniche da parte dei pazienti donna: solo 8 hanno optato per il congelamento degli ovociti, spiega la reponsabile del servizio di Lugo Tiziana Bortolotti, perche' "il suo processo di crioconservazione e' molto piu' problematico" e anche molto piu' recente (il primoimpianto data alla fine degli anni '80).

 

Dei 200 bambini nati in Italia da scongelamento ovicitario, una decina e' stata concepita proprio a Lugo, e "al momento- riferisce Bartolotti- e' in corso una gravidanza da fecondazione in vitro e 4 scongelamenti di liquido seminale". Il progetto del presidio ravennate comprende un percorso aziendale e la distribuzione di un libretto informativo da distribuire a oncologi e pazienti.

 

Punto di forza, sottolinea il direttore scientifico dell'Irst, Dino Amadori (coordinatore di tutti i progetto di ricerca di Area Vasta), e' l'"interdisciplinarieta'" che fa dialogare fra loro il centro di Lugo con quelli di oncologia, urologia, oncoematologia, chirurgia e neurologia. L'integrazione continuera' in tutta la Romagna, assicura Amadori, ma " si sta anche ragionando di una

rete oncologica regionale".

 

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