Lugo, le ''Ronde Gialle'' in azione: ''Mangiate la frutta romagnola''

Lugo, le ''Ronde Gialle'' in azione: ''Mangiate la frutta romagnola''

Lugo, le ''Ronde Gialle'' in azione: ''Mangiate la frutta romagnola''

LUGO - Le "Ronde Gialle" sono entrate in azione a Lugo. Un centinaio di agricoltori hanno attraversato l'affollato centro cittadino per controllare le numerose bancarelle di ortofrutta presenti al mercato dopodiché hanno replicato nel supermercato Lidl per verificare provenienza, qualità e prezzi della frutta e per comunicare è importante consumare la buona frutta di stagione del nostro territorio, messa in crisi dalle note vicende accadute recentemente in Germania.

 

Un vero e proprio presidio quello messo in atto dagli uomini di Coldiretti per difendere le produzioni nostrane e di stagione da un mercato, reso difficile già in apertura della campagna di commercializzazione delle produzioni locali, dalla psicosi scatenata tra i consumatori dal cosiddetto batterio killer che nulla ha a che fare con la buona frutta prodotta dalle aziende agricole del nostro territorio.

 

"Purtroppo abbiamo potuto constatare - è il commento di Antonio Sangiorgi, Direttore di Coldiretti Ravenna - che nonostante esista la difficoltà a collocare le nostre produzioni su molti mercati esteri, in vendita sui nostri mercati e nelle strutture della GDO, ancora in questo periodo, c'è una vera e propria invasione di ortofrutta proveniente da tutte le parti del mondo".

 

Tutto ciò testimonia - secondo Coldiretti - che le nostre filiere organizzate, qui da noi, in casa nostra, non sono a posto in quanto accolgono produzioni da ogni continente (spesso di dubbia qualità) ma poi non sono altrettanto performanti con le nostre sui mercati esteri. "Per quanto concerne la corretta presentazione della frutta al consumo, poi - interviene Valmori Vittorio, Presidente della Coldiretti di Lugo - abbiamo trovato di tutto: prodotti scadenti per non dire di scarto venduti per frutta di prima categoria a prezzo pieno, indicazioni obbligatorie troppo spesso disattese".

"Ed in questo poco edificante gioco al massacro delle produzioni ortofrutticole, la Gdo - purtroppo - ricopre ruolo di primissimo piano, mettendo in vendita produzioni spesso scadenti provenienti da tutte le parti del mondo, come le ronde di Lugo oggi hanno potuto verificare presso la catena Lidl".

 

In buona sintesi - secondo Coldiretti -  stando alle dichiarazioni dei dirigenti presenti al blitz lughese, il tempo delle chiacchiere in libertà per poi non fare nulla per cambiare è definitivamente scaduto.

 

Molto cauta è inoltre la posizione dei frutticoltori sull'esito dell'incontro avuto pochi giorni fa dal nuovo Ministro dell'agricoltura Romano con i principali esponenti della GDO per avviare una nuova stagione di rapporti tra produzione e grande distribuzione organizzata. "Siamo alle dichiarazioni di principio - è il commento della Coldiretti Ravennate - ben presto vedremo se c'è anche la voglia di fare qualcosa di concreto".

 

"Quello che serve - conclude Sangiorgi - è una  profonda revisione del nostro sistema distributivo specie nel comparto dell'ortofrutta. Ad esempio, la GDO che detiene oltre il 70% del mercato nazionale del consumo dell'ortofrutta deve essere chiamata a contrattualizzare in modo serio il suo agire nel comparto, dando preferenza alle produzioni italiane, valorizzando di più le produzioni nei supermercati, modificando il sistema di vendita, il tutto nell'intento di recuperare valore da mettere a disposizione di tutti i soggetti della filiera a partire dai produttori. Se queste proposte provenienti dai produttori agricoli non saranno ascoltate ed alcuni di questi consigli messi in pratica velocemente, qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di avere contribuito attivamente a distruggere un intero comparto della nostra economia locale e di dover comunicare ai consumatori, di abituarsi all'idea di avere una allegra prospettiva futura: lucide pere cilene, raggrinzite pesche nord africane e turgidi pomodori olandesi".

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