LUGO - Palazzo Rossi: barriere architettoniche off limits

LUGO - Palazzo Rossi: barriere architettoniche off limits

LUGO - “I lavori di restauro e ristrutturazione di Palazzo Rossi sono stati eseguiti tenendo conto anche dei disagi che possono avere i portatori di handicap e seguendo le normative di legge vigenti in materia, proprio per far si che la nuova sede del tribunale possa essere fruibile a tutti”.

Poche parole, ma chiare ed esaustive, quelle dell’assessore ai lavori pubblici Secondo Valgimigli che, con una nota ufficiale, dopo un incontro avuto con Corrado Larici e gli architetti Paolo Fugattini, progettista e direttore dei lavori e Giovanni Liverani del Comune di Lugo, ha in sostanza chiarito una serie di questioni sollevate dallo stesso Larici, paraplegico conosciuto in città e da anni impegnato nella lotta contro le barriere architettoniche.


Secondo quest’ultimo, il nuovo tribunale era in pratica off limits per i disabili, avendo riscontrato, personalmente, recandosi sul posto, una serie di problemi all’ascensore, al primo piano e nei bagni.

Fatto sta che in quella occasione non sono state tenute nella dovuta considerazione le leggi che regolano la materia. L’incontro chiarificatore tra amministrazione comunale, Larici e architetti, dati alla mano, hanno chiarito non pochi dubbi.

La cabina dell’ascensore, infatti, deve avere una bottoniera interna ed esterna ad un’altezza tra un metro e dieci ed un metro e quaranta, non di un metro come segnalato; la bottoniera interna deve essere posta ad almeno 35 centimetri dalla porta della cabina che ha dimensioni di metri 1.50 per 1.40. Se si entra in “retromarcia” all’interno dell’ascensore, è più agevole usare la pulsantiera, evitando, una volta giunti al piano desiderato, nel momento dell’uscita, il rischio di urtare chi deve entrare nella cabina, essendo posizionati di spalle rispetto alle persone entranti. Palazzo Rossi dispone di servizi igienici destinati ai disabili che rispettano i minimi dimensionali previsti. Per quanto riguarda i maniglioni antipanico installati, sono omologati e certificati dal Ministero degli Interni, rispondono a tutte le prescrizioni di legge e sono applicati alle porte tagliafuoco, inserite per realizzare le “compartimentazioni” prescritte dai Vigili del Fuoco al momento del parere preventivo e, successivamente, verificate durante il sopralluogo per il rilascio del certificato prevenzione incendi.


“Il primo piano del palazzo- precisa lo stesso direttore dei lavori di ristrutturazione Paolo Fugattini- prima dei lavori, aveva quote di calpestio diverse tra loro e il superamento di questi dislivelli era garantito in più punti da alcune serie di gradini; barriere che sono state eliminate collegando le diverse quote di calpestio con due piccole rampe, realizzate con pendenza e lunghezza a norma di legge”.


Al termine dell’incontro a quattro, considerando la tipologia del restauro che, nel suo insieme doveva tener conto delle norme sismiche e, per il pregio del palazzo, della costante supervisione della Sovrintendenza alle Belle Arti oltre che della funzionalità del tribunale, lo stesso Corrado Larici ha convenuto di come sia stato osservato il massimo rispetto delle normative per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

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L’Assessore Valgimigli, infine, ha riconfermato la disponibilità dell’Amministrazione Comunale a vigilare costantemente per raggiungere gli obiettivi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche.

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