Lugo, scontrino si ma non fiscale: il cartolaio furbetto finisce nei guai

Lugo, scontrino si ma non fiscale: il cartolaio furbetto finisce nei guai

Lugo, scontrino si ma non fiscale: il cartolaio furbetto finisce nei guai

LUGO - Erano rimasti piacevolmente colpiti i finanzieri della Tenenza di Lugo dalla correttezza nell'emissione dello scontrino fiscale da parte del cartolaio. Moltissimi clienti, tutti con lo scontrino tra le mani. Come di consueto, all'uscita dal negozio i militari, dopo essersi qualificati ed aver esibito il tesserino della Guardia di Finanza, hanno fermato una delle persone che si era servita del negozio per la stampa di alcune fotocopie.  L'importo corrispondeva a quanto pagato.

 

Una situazione assolutamente regolare se i finanzieri non avessero prestato attenzione alla dicitura non fiscale apposta tra i dati contenuti nel "finto scontrino". L'aspetto del documento era  assolutamente identico a quello di un qualsiasi scontrino fiscale emesso in un qualsiasi negozio.  Circostanza, questa, che ingannava il cliente in buona fede, il quale era sicuro che gli fosse stato rilasciato il documento fiscale obbligatorio.

 

L'accesso nel negozio lasciava emergere l'esattezza delle cose: il registratore di cassa era defiscalizzato. In altre parole aveva le sembianze dell'apparecchio comunemente conosciuto, ma non aveva alcuna validità ai fini fiscali. Il proprietario del negozio ha precisato che il documento da lui rilasciato per la vendita fosse la ricevuta fiscale.

 

Immediato, allora, il riscontro dei finanzieri per la verifica della corrispondenza tra importo della ricevuta fiscale e importo dello scontrino non fiscale. I due non combaciavano assolutamente. Ad ulteriore conferma i militari hanno richiesto la consulenza di un tecnico, esattamente quello che nel 2007 aveva venduto il registratore al negoziante.

 

 È stato proprio il tecnico, dopo aver confermato l'operato e le intuizioni dei finanzieri, a precisare che la carta usata nel registratore non doveva assolutamente essere quella fiscale. Circostanza, quest'ultima, che creava ulteriore inganno nel cliente.

 

 

 

Intorno a mezzogiorno erano state emesse 4 ricevute fiscali per un importo complessivo di circa 3 euro, il registratore defiscalizzato riportava invece un importo complessivo di oltre 240 euro. Questo significa che ben 237 euro sarebbero rimasti fuori da qualsiasi tipo di tassazione. Se si moltiplicasse più o meno questo importo per ogni giorno dell'anno emergerebbe un'evasione fiscale rilevante.

 

Spesso, infatti, soprattutto quando la conduzione degli esercizi è a livello familiare si cerca di aguzzare l'ingegno per recuperare qua e là materia da sottrarre a tassazione. La cosa che incuriosisce è proprio la voglia di sottolineare da parte dell'esercente in questione, però, una forma di correttezza che di fatto non esiste.

 

In pochi, forse nessuno, dei non addetti ai lavori avrebbero rilevato la discrasia tra un regolare scontrino fiscale ed uno scontrino non fiscale. La Guardia di Finanza ricorda la necessità di fare questo tipo di verifica e di rivolgersi presso qualsiasi Comando del Corpo in caso si abbia qualche dubbio al riguardo. In alternativa, qualsiasi segnalazione di questo tipo, può essere fatta al numero di pubblica utilità 117.  Garantire chi lavora in maniera corretta pagando regolarmente le tasse tutela ciascun cittadino ed è emblema di una importante correttezza anche civica.

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