Lugo, slot machine e usura. L’usuraio dei videopoker prestava soldi con tassi del 3000%

Lugo, slot machine e usura. L’usuraio dei videopoker prestava soldi con tassi del 3000%

Lugo, slot machine e usura. L’usuraio dei videopoker prestava soldi con tassi del 3000%

RAVENNA - Non è stato facile per i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Lugo dimostrare i vantaggi usurai di A.B.. Il sistema mediante il quale le vittime si trovavano in costante debito nei suoi confronti era studiato in maniera scientifica, allo scopo di rendere ancora più difficile dimostrare un reato, quello dell'usura, che già di per sé presenta sfumature di grande particolarità. A.B non compariva mai in prima persona, ma usava uomini di fiducia.

 

Il meccanismo mediante il quale i prestiti venivano elargiti ha come fulcro le slot machines. A.B. posizionava i suoi videopoker all'interno di bar o pubblici esercizi che non sempre versavano in condizioni finanziarie di particolare serenità. Tre volte alla settimana due dei suoi dipendenti si recavano a prelevare l'incasso delle macchinette e provvedevano a dividerlo (circa il 50% a testa) con l'esercente del bar in base agli accordi intrapresi.

 

Una volta presa contezza delle difficoltà economiche connesse alla gestione del bar, i due uomini lasciavano intendere la disponibilità a fornire prestiti che potessero aiutare i baristi ad uscire dalla situazione di criticità ed a salvare l'attività dalla chiusura definitiva. A questo punto l'incasso delle slot machines veniva integralmente lasciato in mano al gestore del bar il quale cedeva, come garanzia, un assegno in bianco postdatato, inizialmente a 30 giorni, successivamente a 7 giorni.

 

I primi prestiti erano concessi a titolo gratuito, ma presto si cominciava ad aggiungere alla somma iniziale prestata una somma di denaro a titolo di costo del prestito. Dal calcolo del tasso di interesse applicato da A.B. si arriva a cifre da capogiro: tasso di interesse variabile tra il 760% ed il 3667%.  In particolare, dal calcolo effettuato dai finanzieri, emerge che il tasso mediamente applicato è stato pari al 1452% annuo e, quindi, nettamente superiore al TEG (Tasso Effettivo Globale) medio comunicato dalla Banca d'Italia che, per il periodo in riferimento, era pari al 25%, con una differenza tra tasso applicato e soglia del tasso usuraio pari a circa il 1427%.

 

Dalla documentazione esaminata, le Fiamme Gialle hanno riscontrato che la vittima, a fronte dei prestiti elargiti da A.B., emetteva nei confronti di questo, assegni postdatati e di importo di gran lunga superiore al contante ricevuto a prestito. Per un prestito settimanale di 3.000/3.500 euro la cifra da restituire era di 4.000/4.500 euro; in tre mesi per circa 35.000 euro prestati ne dovevano essere restituiti 50.000. Lo sfruttamento avveniva finché il gestore del bar riusciva a sopperire al debito e soprattutto fintanto che le banche tolleravano lo scoperto legato all'emissione degli assegni.

 

A seguito degli sviluppi delle indagini, eseguite sotto la direzione della locale Autorità Giudiziaria, A.B. dovrà rispondere dei reati di usura ed estorsione. Sintomatico il possesso di oltre 30 immobili ed oltre 60 esercizi pubblici (compresi molti bar) delle società facenti capo o comunque riconducibili ad A.B. ed ai suoi familiari; oltre alla circostanza, emblematica di una mentalità volta non di certo ad aiutare gestioni in difficoltà, che il "finanziatore" nel tempo abbia rilevato la maggior parte dei bar di proprietà delle proprie vittime.

 

Si arriva quindi al paradosso dell'imprenditore che salva la propria attività, ma solo per cederla a prezzi irrisori all'usuraio di turno. La Guardia di Finanza, soprattutto in un momento di crisi economica, si conferma al fianco della cittadinanza e degli imprenditori in difficoltà, certa della fiducia che il cittadino ripone nelle Istituzioni.

 

Nel ricordare che l'usura è un fenomeno che si autorigenera (il debito inizialmente contratto continua a crescere senza dare la possibilità di estinguerlo) e che gli usurai, a conoscenza delle condizioni economiche di difficoltà, sfruttano la disperazione ed il momento di bisogno altrui, la Guardia di Finanza ricorda alcune delle regole di cui bisognerebbe sempre tener conto per non imbattersi in questo triste fenomeno: diffidare dei prestiti concessi in tempi troppo rapidi o a tassi di interesse inizialmente troppo bassi, non rivolgersi ad individui non autorizzati a concedere prestiti o finanziamenti (anche se "fidati" o consigliati da amici), rifiutarsi di dare in garanzia assegni in bianco, cambiali o comunque somme anticipate e, soprattutto, se ci si trova già nelle mani di un usuraio, procedere al più presto alla denuncia del fatto, contattando il numero di pubblica utilità "117" o rappresentando l'accaduto al più vicino Reparto del Corpo.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -