'Made in Italy', Coldiretti 'pattuglia' il litorale adriatico

'Made in Italy', Coldiretti 'pattuglia' il litorale adriatico

Coldiretti pattuglia il litorale (foto Argnani)

Dal presidio del valico del Brennero iniziato martedì, la mobilitazione di Coldiretti si estende alla riviera romagnola, dove mercoledì mattina una motonave di produttori agricoli ha "pattugliato" il mare antistante il porto di Ravenna, che con 800 mila tonnellate di prodotti agricoli e 1.800.000 tonnellate di prodotti agro-alimentari è un altro dei principali punti dell'import alimentare italiano. La motonave, dopo uno scalo a Marina di Ravenna e Cervia, si è spostata a Cesenatico.

 

>LE IMMAGINI DELLA PARTENZA DELLA MOTONAVE, foto di Massimo Argnani

 

Ad accogliere la Coldiretti i pescatori di "Impresa Pesca". Tra gli imprenditori dei due settori è stata sancita una alleanza in nome del comune obiettivo per la trasparenza sulla provenienza degli alimenti. Gli imprenditori dell'agricoltura e della pesca chiedono infatti l'etichettatura obbligatoria sull'origine dei prodotti alimentari, che oggi in Italia manca per tutta una serie di cibi che vanno dalla carne di maiale al pesce dalla frutta e verdura trasformata ai formaggi.

 

Oltre al presidio del Brennero, che ha evidenziato la quantità di prodotto importato pronto ad essere spacciato per italiano, nei giorni scorsi proprio in Romagna le "ronde gialle", ricorda Coldiretti in una nota, avevano evidenziato i rischi di prodotti ortofrutticoli dalla provenienza non chiara, di scarsa qualita' e che rischiavano di ingannare il consumatore.

 

E un problema analogo, secondo il presidente di "Impresa Pesca", Tonino Giardini, si riscontra nel settore della pesca "dove il 60% del prodotto consumato in Italia proviene dall'estero, molto spesso senza l'indicazione della provenienza ne' nelle pescherie ne' nei menu della ristorazione, con la conseguenza che il consumatore pensa di mangiare pesce di qualita' pescato in Italia, mentre magari si tratta di prodotto importato".

 

"Nella sola Emilia Romagna, a fronte di 27 mila tonnellate di pescato, vengono importati e lavorati 147 mila tonnellate di pesci e molluschi. Purtroppo - ha sottolineato Giardini- la chiusura di numerose imprese da pesca significa non solo un impoverimento economico, ma anche la perdita di un patrimonio di risorse umane e professionali che si sono formate in Riviera nell'arco di secoli".

 

"La necessità di una etichettatura obbligatoria accomuna pescatori e produttori agricoli- ha spiegato il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello- per questo la nostra organizzazione ha accolto con molto favore l'adesione di 'Impresa Pesca' a Coldiretti". Come nel settore della pesca, tra l'altro, anche l'agricoltura rischia di pagare un alto tributo in termini di risorse umane e professionali.

 

In un settore ad alta specializzazione come la frutticoltura, in cui l'Emilia-Romagna e' leader in Italia, negli ultimi dieci anni la superficie frutticola e' diminuita di 13 mila ettari, ha evidenziato Coldiretti, passando dagli 86 mila del 2000 ai 73 mila del 2009. L'intesa Coldiretti-Impresa Pesca diventa quindi "un patto per arrivare ad avere un quadro normativo piu' chiaro sull'etichettatura d'origine ed adottare comportamenti trasparenti verso i consumatori".

 

Intanto, il presidio Coldiretti al Porto di Ancona ha intercettato un camion carico di pasta proveniente dalla Grecia e destinato a Parma. Nel settore della pasta e dei cereali, rileva Coldiretti, in Italia nel 2009 le importazioni cerealicole sono aumentate di 259 mila tonnellate (più 41 per cento sul 2008). Si tratta di importazioni non sempre tracciate in quanto per i cereali non è obbligatoria l'obbligazione dell'origine.


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