Mafia, Brusca: ''Mancino committente finale nelle trattative''

Mafia, Brusca: ''Mancino committente finale nelle trattative''

Mafia, Brusca: ''Mancino committente finale nelle trattative''

FIRENZE - Giovanni Brusca ha fatto il nome del senatore Nicola Mancino come il personaggio politico indicato da Toto Riina, due settimane prima della strage di via d'Amelio in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino, come il "committente finale" della trattativa fra mafia e Stato. "Finalmente si sono fatti sotto, gli ho consegnato un 'papello' con tutta una serie di richieste, come ad esempio i benefici per i carcerati", avrebbe detto Riina secondo quanto riferito da Brusca.

 

Il collaboratore di giustizia dal 1996, già boss mafioso condannato a 20 anni per le stragi di Roma, Firenze e Milano, è tornato nell'aula bunker di Firenze per testimoniare al processo che vede imputato Francesco Tagliavia, il boss di Brancaccio accusato di aver partecipato all'organizzazione delle stragi mafiose del 1993 a Firenze, Roma e Milano. "Non l'ho visto ma sapevo quali erano le richieste", ha precisato Brusca.

 

Brusca ha anche evidenziato come Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri "non c'entrano niente" con le stragi del 1993. Quindi ha precisato: "Non sono loro i mandanti esterni delle stragi", ma, nel contro-esame ha poi ricordato come, subito dopo la seconda ondata di attentati, mandò Mangano in missione ad Arcore. «"Nel '92 Cosa nostra aveva rapporti con la sinistra, con politici locali, con Lima e a livello nazionale con Andreotti", ha raccontato Brusca.

 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Quindi ha evidenziato anche che dopo la strage di via d'Amelio, in cui fu ucciso il giudice Borsellino, "era cessato ogni contatto" con lo Stato. Brusca ha quindi aggiunto che Dell'Utri e Vito Ciancimino, si sarebbero poi offerti come tramite tra la mafia e la Lega e un altro soggetto politico. Fino all'attentato di Falcone l'obiettivo di Riina era di influenzare il maxi-processo di mafia a Palermo.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -