Mafia, Filippo Graviano risponde ai giudici e smentisce Spatuzza

Mafia, Filippo Graviano risponde ai giudici e smentisce Spatuzza

Il senatore Marcello Dell'Utri

PALERMO - "Non ho mai detto a Spatuzza di attendermi aiuti". Lo ha detto Filippo Graviano rispondendo ai giudici al processo contro Marcello Dell'Utri, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Uno dei due fratelli boss di Brancaccio, condannati all'ergastolo per le stragi di mafia del '93, ha scelto di non avvalersi della facoltà di non rispondere. "Intendo rispondere nei limiti delle mie possibilità", ha detto Graviano in videoconferenza.

 

"Io non ho detto mai quelle parole a Spatuzza, non potevo dirle, ho tentato di spiegarlo anche ai magistrati che mi hanno interrogato in altre occasioni", ha affermato Graviano, riferendosi a quanto riferito dal pentito su un incontro avvenuto nel carcere di Tolmezzo nel 2004. In quell'occasione, secondo il pentito, il boss gli disse che se certe cose non si fossero verificate, sarebbe arrivato il momento di parlare coi magistrati, annunciando la possibilità di una scelta di dissociazione dall'organizzazione.

 

Per il collaboratore sarebbe l'ulteriore prova che un accordo con pezzi della politica ci fu. "Se ci fosse stata una vendetta da consumare non avrei aspettato tanto... Non è che abito in un hotel", ha affermato Filippo Graviano, spiegando ai giudici come da parte sua non c'è mai stata l'intenzione di rivalersi su presunti torti subiti per promesse non mantenute.

 

"Non conosco Dell'Utri" - Alla domanda "Conosce il senatore Dell'Utri?", Filippo Graviano ha risposto "No", anche quando la domanda viene precisata con "direttamente o indirettamente".

 

L'intervento di Cosimo Lo Nigro. Cosimo Lo Nigro, collegato in videoconferenza, ha smentito quanto riferito dal pentito Gaspare Spatuzza che ha raccontato di avere partecipato, alla fine del '93, a un incontro con Giuseppe Graviano e Cosimo Lo Nigro nel corso del quale il capomafia di Brancaccio gli avrebbe detto che era necessario fare l'attentato contro i carabinieri allo Stadio Olimpico di Roma "così chi si deve dare una mossa, se la dà". Frase che il pentito interpretò come riferita a una trattativa in corso tra la mafia e una parte della politica che, proprio un nuovo eccidio, avrebbe dovuto accelerare.

 

La Corte respinge l'istanza della difesa - La Corte d'appello ha respinto l'istanza della difesa dell'imputato che aveva chiesto l'acquisizione dei verbali di interrogatorio resi ai Pm di Firenze, dopo la deposizione al dibattimento del pentito Spatuzza, dei capimafia Filippo e Giuseppe Graviano.

 

Lo sfogo di Dell'Utri - "E' scandaloso quanto detto ieri ad 'Annozero'. Erano tutte cazz.... Le date relative all'arresto di Vittorio Mangano erano tutte sbagliate". Lo ha detto il senatore Dell'Utri, in una pausa del processo riferendosi alla trasmissione andata in onda giovedì sera su Raidue in cui si è parlato anche del suo processo. "Mi sono stancato -ha detto conversando con i giornalisti- il processo stava per finire quando ci hanno buttato dentro tutta questa spazzatura che fa solo perdere tempo. Perchè non si cercano i veri responsabili delle stragi?".

 

"Sono stanco: dopo 15 anni lo dico sono stanco, sinora ho cercato di stare relativamente tranquillo ma ora sono proprio stanco", ha detto il senatore Pdl. "Oggi i processi li fanno in televisione e sono finito in un circuito mediatico. Chiedo ai giudici di essere giudicato subito, finiamola con questa storia". "Il processo stava per finire - ha aggiunto Dell'Utri - quando ci hanno buttato dentro tutta questa spazzatura che fa perdere solo tempo. Perché non si cercano i veri responsabili delle stragi".

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