''Magnè'', il marchio per la cucina romagnola di qualità

''Magnè'', il marchio per la cucina romagnola di qualità

FORLI' - Un marchio che è garanzia di tradizione e qualità: è il logo del progetto “Cucina tipica della tradizione”, che vuole promuovere i prodotti tipici nostrani in chiave turistica, attraverso la costituzione di una rete di ristoranti in grado di proporre una cucina tradizionale di alta qualità. Si parte dalla provincia di Forlì-Cesena con il marchio “Magnè” in cui risalta l’immagine di un Cupido che al posto della freccia sta per lanciare una forchetta.


Un messaggio rivolto sia allo stomaco che al cuore, una sorta di richiamo all’eccellenze dell’enogastronomia regionale, un invito all’amore per il gusto. Non è un caso che il progetto sia nato proprio nella terra di Pellegrino Artusi, padre della cucina italiana: l’Emilia Romagna è, infatti, “specialista” in specialità enogastronomiche, tanto da vantare il record di eccellenze che hanno ricevuto dall’Europa un marchio di qualità: parliamo dei 15 Dop e degli 11 Igp regionali, ovvero dei prodotti a Denominazione d’Origine Protetta e di quelli che vantano un’Indicazione Geografica Protetta, veri fiori all’occhiello del sistema-qualità agroalimentare dell’Emilia Romagna.


Promosso da APT Servizi, in accordo con la Camera di Commercio di Forlì-Cesena, l’Assessorato al Turismo della Provincia di Forlì-Cesena e l’Unione di Prodotto Appennino e Verde, il progetto prevede che ogni ristorante che aderisce all’iniziativa (le iscrizioni sono aperte fino alla fine di settembre e comportano il versamento di una quota annuale) proponga nel proprio menù almeno 4 ricette tipiche del territorio e almeno 4 vini regionali, scelti da un elenco di 11 tipologie. Sono 45 le ricette tipiche della tradizione emiliano romagnola (comprendono piatti di mare, di terra e dolci) individuate, in collaborazione con l’Assessorato al Turismo di Forlì-Cesena, da un pool di esperti di cui fanno parte, tra gli altri, il ristoratore Gianfranco Bolognesi e due docenti dell’Università di Bologna: Angelo Varni, professore ordinario di Storia Contemporanea del Dipartimento delle Discipline storiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia e Massimo Montanari, docente di Storia Medioevale e di Storia dell’Alimentazione. Il pool ha consultato tre importanti volumi: “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi, “Il grande libro della cucina italiana” di Molinari-Pradelli e “Le ricette regionali italiane” di Anna Gosetti Della Salda. I prodotti tipici del territorio segnalati sono 31 e vanno da quelli agricoli ai condimenti, dalla frutta ai formaggi, dai vini alla panetteria, dall’allevamento ai salumi.


Ogni ristoratore avrà piena libertà nell’interpretazione delle ricette tipiche, ma avrà l’obbligo di utilizzare solo questi prodotti tipici regionali d’alta qualità e potrà variare il menù secondo la stagionalità dei prodotti stessi. I piatti tipici saranno segnalati nel menù attraverso il marchio dell’iniziativa che, nel caso del progetto-pilota della provincia di Forlì-Cesena è appunto “Magné”, marchio che dovrà poi apparire come vetrofania all’esterno del locale, in posizione ben visibile, indicando immediatamente al turista che il ristorante appartiene a questo “club del gusto”, teso a valorizzare la qualità e la tradizione della cucina locale.

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Parallelamente alla creazione di questa rete di ristoranti tipici, sono previste azioni promozionali attraverso la realizzazione di flyer e schede con ricette, la partecipazione alle maggiori fiere nazionali e internazionali, a worskhop turistici, serate enogastronomiche a tema, senza dimenticare che alla Cucina tipica della tradizione sarà dedicato ampio spazio anche in occasione delle Disfide del Gusto che vedranno coinvolte in “singolar tenzone” le Strade dei Vini e dei Sapori. E’ inoltre stato realizzato il sito della cucina tipica (www.cucinatipica.strade.emilia-romagna.it) per i turisti che vogliono individuare velocemente i ristoranti aderenti al progetto (l’elenco sarà aggiornato ad ogni nuova adesione), conoscere le ricette e i prodotti tipici e collegarsi, attraverso un apposito link, al sito turistico regionale dedicato all’enogastronomia con oltre settemila accessi mensili.


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