Maltempo, Coldiretti lancia l'allarme: "Emilia-Romagna a costante rischio frane"

Maltempo, Coldiretti lancia l'allarme: "Emilia-Romagna a costante rischio frane"

Maltempo, Coldiretti lancia l'allarme: "Emilia-Romagna a costante rischio frane"

Nelle ultime 24 ore il Po a Piacenza è cresciuto di quasi due metri, e la straordinaria caduta di pioggia delle ultime ore in Emilia Romagna aggraverà ulteriormente il pesante bilancio di frane e smottamenti che si sono verificati sul territorio regionale, già martoriato dalle abbondanti precipitazioni, anche nevose, di questo inverno. E' quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti Emilia Romagna nella mattinata del 6 maggio sugli effetti del maltempo che si è manifestato con frane, esondazioni e allagamenti.

 

"La forza delle piogge di questi giorni ripropone con forza il problema della gestione delle risorse idriche e della difesa del suolo. In Emilia Romagna - ricorda Coldiretti - su oltre 22 mila chilometri quadrati di territorio ci sono oltre 3.000 chilometri di aree a rischio frane. In questa situazione - sostiene ancora l'organizzazione dei coltivatori - fondamentale sarà il ruolo dei consorzi di bonifica di cui è stato varata una importante riforma che ha ridotto il numero dei consorzi da 16 a 8 proprio per rendere più efficiente il sistema di gestione delle acque, basato su un rete di 20 mila chilometri di canali, 454 impianti per il sollevamento e l'utilizzo delle acque, due dighe e 41 casse di espansione, che mantengono all'asciutto vaste aree della regione e le attività economiche che vi si svolgono, regolamentando il deflusso delle acque, fondamentale nei periodi di eccessiva piovosità".

 

"La riforma diventa ancora più importante - sottolinea Coldiretti - perché ad affrontare il problema del dissesto del suolo e della sicurezza idrogeologica, a fianco dei produttori agricoli, da sempre amministratori dei consorzi di bonifica, saranno chiamati anche tutte le altre categorie, che in precedenza potevano accedere al massimo al 10% della rappresentanza negli organi amministrativi. Con la nuova riforma, 1,4 milioni i consorziati di ogni settore produttivo eleggeranno i loro rappresentanti nel consiglio di amministrazione".

 

"La nostra organizzazione - conclude Coldiretti - si è battuta per arrivare a questo risultato, ritenuto fondamentale per l'apporto che tutte le categorie possono e debbono dare in termini di competenze e di efficiente gestione di strumenti fondamentali per la difesa del suolo, come sono i consorzi di bonifica. La consapevolezza che ci ha mosso in questa direzione è che di fronte ad eventi climatici estremi occorre il coinvolgimento e l'apporto propositivo di tutti gli attori sociali, abbandonando definitivamente logiche corporative".

 

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