Maltempo, danni in Regione per 20 milioni di euro

Maltempo, danni in Regione per 20 milioni di euro

Maltempo, danni in Regione per 20 milioni di euro

Il maltempo dei giorni scorsi costerà all'Emilia-Romagna dai 15 ai 20 milioni di euro. Ma la situazione sta tornando lentamente alla normalità. La pioggia eccezionale ha messo in pericolo la sicurezza dei cittadini e provocato gravi danni sul territorio. I maggiori disagi si sono registrati in Emilia, dove diverse frane hanno causato problemi in particolare nelle province di Modena e Bologna, Parma e Reggio Emilia. Cessato l'allarme per la piena del Reno.

 

Interrotta la linea ferroviaria Bologna - Pistoia nel comune di Granaglione, due strade statali e diverse strade provinciali e comunali, soprattutto nel Bolognese.

 

E mentre resta in vigore lo stato di attenzione per il territorio che va da Cento a valle, con continue azioni di vigilanza idraulica, questa mattina l'Agenzia regionale di Protezione civile ha dichiarato il cessato allarme per la piena del Reno.

A Malalbergo d'intesa con il sindaco e il Servizio tecnico di Bacino è previsto per oggi il ritorno nelle proprie abitazioni delle famiglie che erano state evacuate in via Pontoni dopo il cedimento dell'argine sul Reno. Contestualmente, saranno attivati i servizi elettrici danneggiati dalla piena. 


Per quanto riguarda l'Appennino bolognese, sono arrivate più di 100 segnalazioni da una cinquantina di Comuni in prevalenza della provincia di Bologna, Modena, e in parte Reggio Emilia e Parma. Tra oggi e domani saranno effettuate decine di sopralluoghi di tecnici della Protezione civile, Servizio geologico, Sismico e dei Suoli, Arpa-SIM integrate con i tecnici dei Comuni e delle Province interessate.


Infine, le forti  mareggiate - accompagnate da condizioni di alta marea - hanno determinato gravi erosioni sul litorale dal Ferrara a Cattolica. Per fronteggiare l'emergenza, la Protezione civile ha inviato nei luoghi di crisi 144 squadre (per un totale di circa 600 Volontari) dotate anche di attrezzature specialistiche per il rischio idraulico.

 

 

IL MALTEMPO

 

L'ondata di maltempo che ha colpito l'Emilia-Romagna tra il 28 novembre e il 3 dicembre ha determinato numerose criticità sul territorio.

 

Venerdì 28 la neve ha raggiunto quota 50 cm a partire dai 500 metri di quota ed è scesa abbondantemente anche in pianura. Le piogge intense di sabato hanno sciolto il manto nevoso con una perdita media di circa 20-30 cm in 24 ore su un territorio piuttosto vasto (dai 1000 metri di quota fino alla pianura).

 

Temporali e vento tra domenica 30 e lunedì 1 dicembre hanno causato danni diffusi in particolare sui rilievi e sulla fascia costiera, dove una forte mareggiata, in concomitanza di un'eccezionale alta marea, hanno determinato erosioni diffuse.

 

Sull'alto bacino del fiume Reno sono caduti 329 mm di pioggia in 3 giorni, mentre a Monteacuto delle Alpi si è registrata una precipitazione di 344 mm, cui si è sommato uno scioglimento di 35 cm del manto nevoso. 290 mm di pioggia in tre giorni sul bacino del fiume Panaro a Pievepelago, mentre sul bacino dell'Enza a Succiso sono caduti in tre giorni 236 mm di pioggia.

 

Le precipitazioni hanno provocato piene straordinarie nei fiumi Enza, Secchia, Panaro e Reno, con il raggiungimento di livelli idrometrici che rappresentano i massimi storici registrati dal 1974.

 

I DANNI

 

La pioggia eccezionale ha messo in pericolo la sicurezza dei cittadini e provocato gravi danni sul territorio.

In particolare, per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, sono state segnalate numerose frane nelle province di Modena, Bologna e, in misura minore, Parma e Reggio Emilia. Interrotta la linea ferroviaria Bologna - Pistoia nel comune di Granaglione, due strade statali e diverse strade provinciali e comunali, soprattutto nel Bolognese.

 

Relativamente alla situazione idraulica, si è verificata una situazione di forte criticità sul fiume Reno, in corrispondenza del comune di Malalbergo, oltre alla chiusura temporanea del ponte Vecchio sulla strada provinciale per Cento e all'intervento urgente per il ripristino della stazione di pompaggio della Bonifica Renana nel comune di Sala Bolognese.

 

La criticità più rilevante è stata determinata dal cedimento dell'argine del fiume Reno a ridosso della chiavica Portoni.

 

 

GLI INTERVENTI

 

Due gli interventi di emergenza. È stato eseguito il sezionamento dell'argine del canale Navile - che stava raccogliendo l'acqua fuoriuscita dal fiume Reno mettendo in pericolo il centro abitato di Malalbergo - e sono stati messi in opera massi ciclopici per tamponare il cedimento creatosi nell'argine del fiume Reno. Tutto al fine di convogliare l'acqua uscita dal Reno in un'area di campagna circostante ed evitare così che l'enorme quantità di acqua determinasse l'allagamento del centro abitato di Malalbergo.

 

Sono state fatte affluire torri faro nella zona della rotta per consentire l'illuminazione delle operazioni, proseguite anche nelle ore notturne.

 

Su richiesta del sindaco di Castel Maggiore, la Prefettura ha impegnato quattordici militari del Genio Ferrovieri di Castel Maggiore per proteggere l'abitato di Trebbo di Reno, con l'impiego di motopompe, torri faro e tende, per due notti consecutive.

 

16 le famiglie evacuate per un totale di 31 persone nei comuni di Castel Maggiore, Castello d'Argile, Malalbergo e Sala Bolognese. Sono state inoltre evacuate 5 famiglie, per un totale di 11 persone, nei comuni di San Benedetto Val di Sambro, Porretta Terme e Granaglione, perché residenti in zone a elevato rischio da frana.

Il territorio di pianura delle province di Modena e Reggio Emilia è rimasto in stato di allarme fino alla notte tra il 2 e 3 dicembre, per il passaggio del colmo di piena dei fiumi Panaro e Secchia nei comuni di Bomporto e Concordia sulla Secchia. Sono stati precauzionalmente chiusi al transito alcuni ponti sui fiumi Enza, Secchia, Panaro.

 

L'Agenzia regionale di Protezione Civile, in raccordo il Centro funzionale ARPA-Sim dell'Emilia-Romagna ed i Servizi Tecnici di Bacino, ha allertato gli enti locali e le strutture tecniche interessate (allerte n. 38 e 39/2008) e attivato la fase di allarme per alcuni comuni delle province di Bologna e Ferrara. Inoltre la Prefettura - UTG di Modena ha attivato lo stato di allarme per il territorio provinciale di riferimento.

 

Il sistema regionale di protezione civile ha complessivamente risposto con tempestività alla situazione di piena eccezionale del fiume Reno, grazie ad una intensa attività di coordinamento fra componenti istituzionali, strutture operative e volontariato di protezione civile. E grazie anche agli interventi di messa in sicurezza idraulica del territorio.

 

In particolare, sono stati realizzati interventi di rimessa in quota di 48 chilometri di argini del fiume Reno fra i comuni di Castel Maggiore e Cento, con rialzi da 0,5 a 1,5 metri, al fine di recuperare gli abbassamenti conseguenti alla subsidenza.

 

È stata realizzata una cassa di espansione nella frazione di Bonconvento di Sala Bolognese, non ancora completamente ultimata ma che ha comunque permesso di invasare, ancorché in maniera incontrollata, parte della piena del Reno.

 

È stato inoltre  realizzato un risezionamento del Reno e un adeguamento dell'argine golenale a protezione dell'abitato di Malacappa, in comune di Argelato.

 

Complessivamente, per gli interventi citati, sono stati spesi circa nove milioni di euro. È in corso il primo lotto della realizzazione di un'ulteriore cassa di espansione alla confluenza del torrente Samoggia con il fiume Reno, nel comune di Sala Bolognese, per un importo di undici milioni di euro.

 

LE SQUADRE

La Protezione civile - che ha operato in continuo collegamento con le altre strutture del sistema (Dipartimento nazionale Protezione Civile, Arpa/SIM-CF, Vigili del Fuoco, Servizi e strutture tecniche di presidio territoriale, Province, Comuni, enti gestori delle rete e grandi infrastrutture) - ha inviato nei luoghi di crisi 144 squadre, per un totale di circa 600 Volontari, dotate anche di attrezzature specialistiche per il rischio idraulico.

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