Maltempo, gravissimi i danni a frutta, foraggio e seminativi

Maltempo, gravissimi i danni a frutta, foraggio e seminativi

Maltempo, gravissimi i danni a frutta, foraggio e seminativi

Dopo i forti temporali culminati in alcuni casi in grandine e nubifragi, è allarme nelle campagne dell'Emilia Romagna. Le abbondanti piogge che secondo il servizio agrometeo dell'Arpa sono cadute sabato 14 giugno in alcune province hanno raggiunto i 50 millimetri giornalieri, pari alle precipitazioni attese nell'intero mese di giugno. Pesanti i danni al foraggio, gravi quelli degli alberi da frutto, ancora peggio è andata sul fronte dei seminativi, grano e frumento su tutti.

 

"Si tratta - secondo Coldiretti - di una vera e propria calamità naturale che ha pregiudicato pesantemente i raccolti".

 

Secondo le prime stime Coldiretti,  si va da danni del 50 per cento su produzioni pregio come ciliegie di Vignola, prugne e susine a danni ancora difficilmente quantificabili su prodotti come le pesche, le pere, le mele, i meloni e i cocomeri, cui l'eccessiva pioggia rischia di provocare malattie che possono annullare il 30% delle produzioni.

 

Ancor più grave la situazione sul fronte dei seminativi. Molti ettari di frumento, sono a terra e si stima una perdita di produzione tra il 30 e il 40% soprattutto nelle aree orientali della regione. Nel piacentino in diverse aree dove la raccolta del grano è praticamente impossibile, c'è chi lo sta trinciando come alimento per i bovini. Pesante anche la situazione dei foraggi, dove l'acqua ha fatto marcire il primo taglio in percentuali variabili dal 20% della pianura reggiana al 90% della montagna parmense. Sarà crisi forte per il pomodoro da industria colpito soprattutto nelle due principali aree produttive del piacentino e del ferrarese. A Piacenza si stima un perdita del 30% del prodotto precoce, mentre nel ferrarese in alcune aree, come la zona di Comacchio, dove in quattro ore sono caduti 195 millimetri di pioggia, ci sono aziende che hanno perso l'intero raccolto. Sul pomodoro e su altri prodotti ortofrutticoli destinati all'industria, come pere e pesche - rileva il presidente di Coldiretti, Mauro Tonello - pesa per di più, l'assurda decisione dell'Italia di applicare un disaccoppiamento parziale, che prevede che una parte dei finanziamenti comunitari vengano erogati solo in base agli ettari coltivati e ai quantitativi prodotti, con la conseguenza che i produttori che si sono visti distruggere il prodotto del maltempo, oltre ai danni, si ritrovino anche la beffa di non ottenere i finanziamenti comunitari e comunque di dover sostenere il peso degli aggravi burocratici necessari per attivare le deroghe previste dalle".

 

I produttori infatti oltre alle perdite economiche causate dalla mancata produzione, si ritroveranno a dover sostenere maggiori costi per scongiurare il rischio di malattie alle coltivazioni rimaste in campo, per acquistare mangimi negli allevamenti e per ripristinare i terreni dove il raccolto è andato distrutto. Si tratta di un aggravio dei bilanci aziendali che, abbinato all'aumento nell'ultimo anno del 30% del gasolio, del 26% dei concimi e del 23% dei mangimi può portare i rosso i redditi delle stragrande maggioranza delle aziende dell'Emilia Romagna.

 

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Per questo Coldiretti ha già inviato una lettera all'assessore regionale all'Agricoltura, Tiberio Rabboni, chiedendo di definire nel più breve tempo possibile le procedure per applicare le deroghe alle attuali norme per i finanziamenti dell'Ocm ortofrutta, come prevedono anche le normative comunitarie, e ha chiesto inoltre di prevedere la possibilità di trattamenti in deroga ai disciplinari di produzione per evitare l'insorgere di pericolose malattie nelle colture rimaste in campo.

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