Manuel Zani è in carcere in Israele. La famiglia: "Nervi saldi"

Manuel Zani è in carcere in Israele. La famiglia: "Nervi saldi"

Manuel Zani è in carcere in Israele. La famiglia: "Nervi saldi"

LONGIANO - "Mio fratello ha rifiutato di firmare un documento di espulsione immediata, ma il suo caso segue una procedura standard": è quanto spiega il fratello di Manuel Zani, Mattia, intervistato martedì mattina dal Tg Regionale Rai. Manuel Zani, il video-reporter pacifista che si trovava al seguoto 'Freedom Flotilla' è al secondo giorno nella mani delle forze armate israeliane e la famiglia da Longiano cerca di tirarsi su di morale. ''In famiglia siamo consapevoli del momento critico, ma cerchiamo anche di tenere i nervi saldi''.

 

Ora la risoluzione del problema è in mano alle autorità diplomatiche, ma è evidente che la vicenda si Manuel si sbloccherà quando verrà presa una decisione con gli oltre 600 pacifisti che facevano direzione verso Gaza quando sono stati attaccati da Israele in acque internazionali. ''Siamo in contatto con la Farnesina - dice il fratello Mattia all'Ansa - Ci hanno detto che le cose andranno un po' per le lunghe ma tendono a tranquillizzarci. Speriamo in un contatto diretto con i nostri diplomatici al piu' presto''.

 

A quanto pare il foglio di rimpatrio sarebbe equivalso ad una sorta di ammissione di colpevolezza, o per lo meno avrebbe dato al governo di Israele l'opportunità di disfarsi dell' "ingombrante fardello", quello dei pacifisti, che ora vengono trattenuti in attesa di un'udienza nel carcere di Beer Sheva. Per altro, spiegano dalla famiglia, i documenti non erano tradotti ed erano incomprensibili e quindi Manuel non avrebbe saputo neanche esattamente cosa firmare.

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