Matrimoni gay, la Consulta rigetta le istanze di Venezia e Trento

Matrimoni gay, la Consulta rigetta le istanze di Venezia e Trento

Matrimoni gay, la Consulta rigetta le istanze di Venezia e Trento

La Corte Costituzionale ha rigettato i ricorsi sui matrimoni gay presentati dal tribunale di Venezia e dalla Corte di Appello di Trento per chiedere l'illegittimità di una serie di articoli del codice civile che impediscono le nozze tra persone dello stesso sesso. Nelle motivazioni la Consulta fa riferimento alla discrezionalità del legislatore: i giudici fanno intendere che non è loro competenza regolamentare la questione e che la trattazione della materia spetta solo al Parlamento.

 

A sollevare il caso davanti alla Consulta erano stati il tribunale di Venezia e la Corte d'appello di Trento nell'ambito di distinte cause intraprese da tre coppie omosessuali contro il rifiuto loro opposto dall'ufficiale di Stato civile dei comuni di residenza di fare le pubblicazioni matrimoniali da loro richieste. La Corte aveva iniziato ad esaminare il caso nell'udienza pubblica del 23 marzo scorso, ma aveva rinviato la decisione a dopo le festività pasquali.

 

Nel corso dell'udienza del 23 marzo i legali delle coppie omosessuali avevano sollecitato la Corte a dare una "risposta coraggiosa" che consentisse il via libera ai matrimoni omosessuali. Dal canto suo, l'avvocato dello Stato Gabriella Palmieri, per conto della presidenza del Consiglio, aveva ribadito che il matrimonio si basa sulla differenza tra sessi, rivendicando il primato del legislatore a decidere su una materia tanto delicata.

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