Maturità, tototema. Secondo la prof. Pascoli o Ungaretti

Maturità, tototema. Secondo la prof. Pascoli o Ungaretti

Maturità, tototema. Secondo la prof. Pascoli o Ungaretti

Pascoli o Ungaretti è questo il pronostico o meglio la speranza della professoressa Manuela Racci, che insegna al Liceo Classico Morgagni di Forlì. "Indubbiamente dopo due anni di prosa, questo dovrebbe essere quello della poesia e Pascoli si presta, con la sua complessità che lo rende però semplice per fare 'esplodere' l'analisi del testo. Una espressione linguistica eccezionale. A me piacerebbe anche Dante, ma so che sarebbe il terrore degli studenti".

 

La professoressa Racci, in commissione al Liceo Classico di Cesena, Monti, per la poesia non esclude nemmeno Ungaretti, "un poeta straordinario che con la raccolta Il Dolore si presta ad un'apertura verso la Seconda Guerra Mondiale". Più difficile pare D'Annunzio, con una poesia tratta dall'Alcyone, "che sarebbe troppo legata all'800 per l'analisi del testo", spiega Racci.

 

Per Dante "sarebbe bello il sesto canto del Paradiso, quello di Giustiniano, per la sua grande valenza politica, in un periodo nel quale ci nutriamo di un intenso spirito patriottico. In questo canto si parla già della divisione dei poteri". Difficile secondo Racci la Scelta di Svevo o di Grazia Deledda.

 

"Tornando a Pascoli, che io auguro ai miei studenti, è difficile che venga scelta una delle poesie più famose - vanno tenute presente Mirycae, i Canti di Castelvecchio e i Poemetti. Sarebbe bello se venissero scelte L'assiuolo, Sera d'ottobre o L'aquilone".

 

Chiara Fabbri

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