Meldola, all'Irst gli studenti universitari a lezione da Dino Amadori

Meldola, all'Irst gli studenti universitari a lezione da Dino Amadori

Meldola, all'Irst gli studenti universitari a lezione da Dino Amadori

MELDOLA - E' stato il Prof. Dino Amadori, Direttore Scientifico dell'Irst, ad aprire ufficialmente, lunedì, a Meldola, il Master Universitario "Percorsi clinici e di ricerca nell'infermieristica oncologica", promosso dall'Ausl di Forlì e dall'Irst, presentando l'Istituto e lo staff che vi lavora. In qualità di docente nonché di direttore scientifico del Master, il prof. Amadori ha poi tenuto la lezione inaugurale, dedicata alla storia dell'oncologia e ai principi che ne sono alla base, e ha così potuto toccare con mano il forte interesse e le solide motivazioni di quanti hanno intrapreso questo percorso, che si propone di formare figure infermieristiche con competenze professionali avanzate, in grado, quindi, di far fronte ai sempre più complessi bisogni assistenziali dei pazienti.

 

I 17 iscritti, di cui due uomini e quindici donne, vengono, infatti, da diverse regioni del paese, Sardegna compresa. D'altronde, pochi centri in Italia vantano corsi tanto qualificanti: sino al 2008, anno in cui è stata inaugurata la prima edizione del master forlivese, solo Empoli, Genova e Roma offrivano percorsi di questo tipo. Con la nascita dell'Irst di Meldola, il nostro territorio, da sempre caratterizzato da una marcata vocazione oncologica, ha compiuto un netto passo in avanti, grazie alla presenza di una struttura in grado non solo di fornire assistenza di alto livello, ma di sviluppare importanti progetti di ricerca. Di qui, la decisione di organizzare un master in "Infermieristica oncologica", con lezioni tenute nel polo formativo dell'Ausl di Forlì e all'Irst, nonché la possibilità di effettuare tirocini sia all'istituto di Meldola sia in tutte le oncologie di Area Vasta Romagna.

 

«Il Master rappresenta sicuramente un importante valore aggiunto rispetto alle tradizionali competenze che si possono maturare con la formazione di base - dichiara Claudia Costanzo, infermiera dell'Irst che ha frequentato la prima edizione del corso - in quanto dà l'opportunità di approfondire le proprie conoscenze sulle neoplasie e sui vari gruppi di patologie, e di misurarsi in percorsi clinici che riguardano pazienti particolarmente complessi, affinando in questo modo le proprie capacità. Inoltre, si può prendere confidenza con tecnologie e trattamenti all'avanguardia come la chemioterapia ad alta dose, le cellule staminali del sangue periferico, e i trapianti di midollo osseo». Altri punti qualificanti sono l'attenzione rivolta alle relazioni col paziente e alla ricerca. «La dimensione relazionale, specie in ambito oncologico, fa la differenza, tant'è che sono previsti appositi corsi con l'intervento di uno psicologo - prosegue Costanzo - il master, poi, forma anche una nuova figura, quella dell'infermiere di ricerca, chiamato a fare da ponte fra il medico sperimentatore e il paziente, seguito secondo le modalità previste dal protocollo clinico della ricerca».

 

La qualità della didattica è garantita da un corpo docente particolarmente qualificato, proveniente dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bologna e da altre strutture di eccellenza, con comprovata esperienza curriculare nell'ambito specifico. Complessivamente, vengono proposte 1.500 ore di lezione, metà pratiche e metà teoriche, per un totale di 10 corsi, con tirocini in strutture sanitarie di tutta la Romagna, nonché modalità innovative quali simulazioni o discussioni di casi clinici.

 

Da sottolineare che il Master è sostenuto fortemente dallo IOR, l'Istituto Oncologico Romagnolo, che, per questa edizione, si è impegnato a finanziare un terzo di tutte le quote d'iscrizione.

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